Ecoballe, Bonavitacola: “Sul piano amministrativo il tema è archiviato”

Sulle ecoballe “siamo nella fase dei contratti di affidamento e dei cantieri – ha spiegato l’assessore all’ambiente della Regione Campania Fulvio Bonavitacola – quindi potrei dire che il tema dal punto di vista dell’attività dell’amministrazione regionale è da archiviare”

Mentre Roma rischia di sprofondare nella peggiore tra le sue sempre più frequenti crisi rifiuti, tanto da chiedere aiuto a Napoli per gestire 100 tonnellate al giorno di indifferenziato (pari al carico di appena 3 tir), la Campania è pronta ad “archiviare”, almeno sulla carta, la pesante eredità della sua storica emergenza: cinque milioni di tonnellate di ecoballe, stoccate in giro per la regione in oltre venti siti provvisori. E anche se i cubi di rifiuti impacchettati sono in buona parte ancora lì dov’erano vent’anni fa all’alba della stagione dei commissari, sul piano burocratico per la giunta regionale il problema può già dirsi praticamente risolto. “I fondi assegnati alla Campania per lo smaltimento delle ecoballe sono stati impegnati fino all’ultimo euro. Dal punto di vista amministrativo potremmo dire che il processo è concluso“. Lo ha dichiarato l’assessore all’Ambiente e vice presidente della Campania Fulvio Bonavitacola rispondendo al question time del Consiglio Regionale sui costi del piano straordinario di rimozione delle ecoballe, finanziato nel 2016 dal governo nazionale all’epoca in carica con 450 milioni di euro.

“I costi sostenuti fin qui – ha detto Bonavitacola- sono tutti abbondantemente all’interno del finanziamento nazionale“. Il piano, ha ricordato, è diviso in tre fasi: la prima, per il trasferimento fuori Regione di un milione di tonnellate, è stata appaltata con tre gare a diversi operatori nazionali che ad oggi ne hanno rimosse circa 850mila. “Su questa fase abbiamo sicuramente scontato pesanti ritardi – ha spiegato Bonavitacola – per ragioni ormai note: la chiusura del mercato cinese all’importazione di rifiuti in plastica e l’invasione dei termovalorizzatori del Nord Europa da parte dell’Inghilterra che ha reso più difficile l’esportazione dei nostri rifiuti”.

Le altre due filiere, ha spiegato l’assessore, prevedono il trattamento di 4 milioni di tonnellate di ecoballe in due nuovi impianti, uno a Caivano e l’altro a Giugliano, per il recupero di materiali riciclabili e la produzione di combustibile per cementifici e centrali elettriche. “Sono due impianti che tratteranno complessivamente circa 600mila tonnellate l’anno – ha detto Bonavitacola – in pratica l’equivalente del termovalorizzatore di Acerra”. Per il primo partiranno a breve le operazioni di collaudo, ha sottolineato Bonavitacola, mentre a Giugliano i lavori hanno preso il via solo poche settimane fa. “Siamo nella fase dei contratti di affidamento e dei cantieri – ha spiegato l’assessore – quindi potrei dire che il tema ecoballe dal punto di vista dell’attività dell’amministrazione regionale è un tema da archiviare. Chiaramente nella realtà gli impianti devono essere completati e collaudati, ma credo che in tempi ragionevolmente brevi arriveremo all’attivazione. Cosa che ci permetterà di presentarci alla Commissione europea per ottenere una riduzione parziale della famosa sanzione”.

“Quando nel 2016 fu lanciato il piano della regione – ha replicato il consigliere regionale Giampiero Zinzi – fu annunciato che la Campania sarebbe stata liberata dalle ecoballe nel giro di tre anni. Avevamo tutti capito che governo nazionale e regionale avrebbero entro il 2019 liberato ‘materialmente’ la Campania dalle ecoballe. Ora apprendiamo che quel tipo di annuncio, a quanto pare, riguardava semplicemente l’espletamento delle attività amministrative”. Sempre in tema di ecoballe, nei giorni scorsi era terminato lo svuotamento dello stoccaggio di Torre del Greco, liberato dopo 16 anni da circa 3mila 500 tonnellate di ecoballe “parcheggiate” nelle ex cave di basalto di Villa Inglese dal Commissariato per l’emergenza rifiuti.

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