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Ecodesign, il covid non frena la transizione verde del packaging italiano

Chiuse le candidature per la nuova edizione del bando ecodesign di Conai, con un +10% di proposte rispetto all’anno precedente. Ruini: “L’emergenza pandemica non ha interrotto il percorso verso la sostenibilità”

I contraccolpi economici dell’emergenza pandemica non frenano la transizione verde dell’industria italiana del packaging, sempre più attenta alla sostenibilità degli imballaggi immessi a consumo sul mercato nazionale. Lo certificano i primi dati diffusi dal consorzio nazionale Conai relativi all’edizione 2021 del bando per l’eco-design, l’iniziativa che ogni anno premia le soluzioni di packaging migliorate grazie a interventi che ne riducano l’impatto ambientale. Negli ultimi due anni, spiega il consorzio, i casi di restyling in chiave sostenibile del packaging sono aumentati, con una crescita del 10% di casi presentati per l’ultima edizione, le cui candidature si sono chiuse ufficialmente lo scorso 31 maggio confermando un trend positivo che era emerso già lo scorso anno, nonostante crisi pandemica e lockdown avessero messo a dura prova tanto le filiere produttive quanto i sistemi di raccolta differenziata.

“Pur fra le difficoltà che il 2020 ha portato al tessuto imprenditoriale del nostro paese – spiega il presidente di Conai Luca Ruini – il percorso verso la sostenibilità non si è interrotto, anzi: le aziende hanno investito nell’eco-design e hanno continuato a presentarci le loro nuove soluzioni di imballaggio. L’attenzione alla tutela ambientale continua a crescere, così come la volontà di creare un vero e proprio data-base di casi d’eccellenza che possono rappresentare validi esempi per le imprese di oggi e di domani”.

Nel dettaglio, 319 le candidature presentate per l’edizione 2021, provenienti da 156 aziende. “Non sono pochi – dice Ruini – se consideriamo che per il Bando è richiesta l’adozione puntuale di leve di prevenzione specifiche, soprattutto in un anno così difficile”. “L’interesse delle aziende si è confermato vivace dal giorno di apertura delle candidature, a marzo, fino al 31 maggio – spiega Simona Fontana, responsabile dell’Area prevenzione Conai – l’edizione 2020 era stata segnata dal primo lockdown, ma si era chiusa con un sorprendente 18% di candidature in più, molte delle quali arrivate in corsa a giugno, dopo la nostra decisione di prolungare di un mese il periodo per le presentazioni. Quest’anno invece il dialogo con le imprese è stato costante, nonostante le difficoltà legate a una pandemia non ancora conclusa. Nuova dimostrazione del fatto che le aziende italiane hanno sempre più voglia di essere sostenibili: sanno che anche i loro imballaggi possono essere ambasciatori della loro attenzione all’ambiente”.

Le aziende candidate si contenderanno ora un montepremi di 500mila euro, 450mila dei quali saranno suddivisi fra tutti i casi premiati nella graduatoria finale, mentre 50mila euro verranno invece suddivisi fra i cinque vincitori dei super premi per l’innovazione circolare da 10mila euro. Uno di loro riceverà anche una menzione speciale da parte di Legambiente. Tutti i casi presentati al Bando – che ha ricevuto il patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica – saranno analizzati attraverso l’Eco Tool Conai, uno strumento di Life Cycle Assessment semplificato in grado di calcolare gli effetti delle azioni di prevenzione in termini di risparmio energetico, di risparmio idrico e di riduzione delle emissioni di CO₂, oltre che (per i casi di imballaggi che facilitano le attività di riciclo) di quantità di materia prima seconda generata. Poi interverrà una giuria di tecnici. I vincitori saranno annunciati durante il mese di novembre 2021.

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