Napoli, al via la gara per il primo impianto pubblico di compostaggio

Partita la procedura per l’affidamento dei lavori di realizzazione del digestore anaerobico di Napoli est, che trasformerà 30 mila tonnellate di rifiuti organici in compost e in oltre 2 milioni di metri cubi di biometano. L’amministratore di Asia Domenico Ruggiero: “Riduciamo la nostra dipendenza dai trasferimenti in altre regioni”

Eccolo il bando per la realizzazione del primo impianto di trattamento dei rifiuti organici da raccolta differenziata al servizio del Comune di Napoli. È stato pubblicato oggi sul portale della municipalizzata Asia l’avviso dell’apertura della procedura per l’affidamento dei lavori di progettazione esecutiva e costruzione dell’impianto di digestione anaerobica di Napoli est, che una volta realizzato e a regime trasformerà scarti da cucina e potature del verde urbano raccolti in maniera differenziata nel capoluogo partenopeo in biometano e compost di qualità. La gara partirà da una base d’asta di 25 milioni di euro a valere sui fondi regionali del Patto per la Campania con risorse del ciclo FSC 2014-2020. “Un importante traguardo per la città di Napoli – commenta l’amministratore unico di Asia Domenico Ruggiero – frutto di un significativo lavoro sinergico di tutti gli uffici del Comune e di Asia a vario titolo coinvolti, per la promozione della crescita di un’economia circolare e della competitività dell’area urbana di Napoli”.

Il biodigestore sorgerà a Ponticelli su un’area di circa 40mila metri quadri ricadente nel perimetro dell’impianto di depurazione di Napoli est. Una volta a regime l’impianto tratterà 30mila tonnellate di frazione organica e 5mila tonnellate di potature, trasformandole in fertilizzante naturale e in oltre due milioni di metri cubi l’anno di biometano, “in linea con la prospettiva di modifica radicale della politica energetica dell’Unione Europea” osserva Ruggiero. Il via libera alla gara d’appalto è arrivato “a valle di un iter autorizzativo molto complesso, che ha coinvolto oltre trenta enti” racconta Ruggiero. L’istanza per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale era stata presentata dal Comune sul finire del 2019, ma il nulla osta è arrivato solo due anni dopo, il 16 novembre del 2021.

L’attivazione dell’impianto consentirà ad Asia e Comune di Napoli di ridurre la propria dipendenza dalla disponibilità di impianti di trattamento in altre Regioni. Soprattutto in Veneto, dove lo scorso anno è finita la quasi totalità dei rifiuti organici raccolti in maniera differenziata a Napoli. La mancanza di sbocchi sul territorio costringe da anni la municipalizzata a fare ricorso a onerosi trasferimenti fuori Regione, a un costo che oggi si aggira intorno ai 146 euro la tonnellata, ma che in passato è arrivato anche a superare i 200 euro. Con un impatto pesantissimo sulle performance di differenziata, passate dalle 67mila 800 tonnellate del 2018 alle 37mila 200 del 2020. “Con la realizzazione di questo impianto – spiega Ruggiero – avremo la possibilità di trattare direttamente ed in loco i rifiuti biodegradabili provenienti dalla raccolta differenziata sul territorio, in ossequio al principio di prossimità, e si potrà dipendere sempre meno da logiche di mercato esterne“.

Nei piani di Palazzo San Giacomo, oltre all’impianto di Napoli est anche un secondo impianto da 35mila tonnellate al servizio della zona nord occidentale della città. Il progetto, dal valore di 30milioni di euro, è stato incluso nel pacchetto di undici proposte presentate in risposta ai bandi del Ministero della Transizione Ecologica per l’accesso ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. “Passi concreti di un progetto complessivo che vedrà Napoli non più fanalino di coda dell’economia circolare” garantisce l’amministratore unico di Asia.

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