Napoli, allarme per la crisi del riciclo della plastica: “Rischio rallentamenti della differenziata”

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Redazione Ricicla.tv
07/07/2026

A Napoli possibili rallentamenti nella raccolta della plastica per criticità negli impianti della filiera di trattamento e riciclo. Il caso locale si inserisce nella crisi nazionale dei riciclati plastici, tra domanda debole, giacenze in aumento e piattaforme sotto pressione. ASIA Napoli e Comune lavorano per garantire la continuità del servizio ed evitare che l’ingolfamento a valle si trasformi in blocco della raccolta


A Napoli è allerta massima sulla gestione dei rifiuti di plastica. Anche il servizio pubblico del capoluogo partenopeo rischia di pagare il prezzo della crisi di sistema che sta investendo il settore del riciclo dei materiali polimerici, determinando rallentamenti e ingolfamenti lungo la filiera nazionale della raccolta e selezione. È quanto emerge da una nota pubblicata sul portale web del Comune, nella quale si informano i cittadini che “a seguito di criticità esterne, registrate negli impianti della filiera destinati al trattamento e al riciclo delle frazioni plastiche, potrebbero verificarsi temporanei rallentamenti nelle attività di raccolta sul territorio comunale“.

Una nota che, nella sua essenzialità, fotografa bene le difficoltà del momento, comuni in questa fase a tantissime amministrazioni locali e aziende di gestione del servizio pubblico. “ASIA Napoli e il Comune di Napoli sono impegnati nel garantire il servizio costante e ridurre al minimo eventuali disagi“, precisa l’informativa, senza aggiungere ulteriori dettagli. Una comunicazione prudente, segno della volontà di non generare panico in una fase che resta delicatissima e nella quale non è possibile escludere alcuno scenario.

L’innalzamento del livello di allerta a Napoli è solo una delle ultime conseguenze di una crisi industriale, oltre che ambientale, di dimensioni continentali. La plastica riciclata prodotta in Europa sconta infatti costi più elevati rispetto alla plastica vergine e ai polimeri importati da Paesi extra Ue, spesso disponibili a prezzi inferiori. Il progressivo calo della domanda di riciclati ‘made in Europe’ sta determinando effetti a catena che risalgono le filiere. Se la raccolta differenziata continua a generare flussi, ma gli sbocchi di riciclo non riescono ad assorbire il materiale con la stessa continuità, gli impianti al servizio del sistema – in particolare le piattaforme di primo conferimento e selezione dei rifiuti – si riempiono fino a saturare le capacità autorizzate. Da lì all’interruzione delle lavorazioni il passo è pericolosamente breve.

Secondo quanto risulta a Ricicla.tv ASIA Napoli e i gestori delle tre piattaforme di selezione al servizio del ciclo napoletano sarebbero al lavoro per reperire spazi di stoccaggio ulteriori e alleggerire così gli impianti, che da settimane fanno i conti con il rallentamento nei prelievi dei rifiuti di plastica da riciclare. L’imperativo in queste ore è scongiurare il rischio che un ingolfamento delle attività di selezione e avvio a riciclo possa degenerare in un blocco vero e proprio della raccolta differenziata nelle municipalità del capoluogo campano. Sarebbe un colpo durissimo, per una città impegnata da tempo in un processo di consolidamento del servizio di igiene urbana con l’obiettivo di archiviare le brutte pagine del recente passato.

Va detto che la crisi della raccolta, selezione e riciclo dei rifiuti di plastica attraversa l’intero Stivale e travalica le tradizionali distinzioni tra amministrazioni virtuose e non. Tant’è che nei giorni scorsi a lanciare l’allarme per il rischio di interruzione della differenziata erano state prima l’Emilia-Romagna e poi il Veneto, considerate storicamente il benchmark nazionale di riferimento per la gestione ottimale dei rifiuti urbani. La Regione Veneto, nello specifico, ha dato il via al proprio piano anti-crisi prevedendo l’incremento delle capacità di stoccaggio temporaneo dei rifiuti e valutando soluzioni ulteriori come il recupero energetico.

Sul tema il Ministero dell’Ambiente ha aperto nei mesi scorsi un tavolo di crisi con i portatori d’interesse, dal quale tuttavia non sono ancora emerse indicazioni né provvedimenti concreti. Nel frattempo si prova a tamponare l’emergenza con misure adottate a livello locale.

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