Nell’attesa di un intervento da parte del Ministero dell’Ambiente, la Regione Veneto avvia la propria strategia per gestire l’emergenza rifiuti di plastica. Dopo la prima riunione con gli operatori, la decisione di aumentare gli stoccaggi e di predisporre misure per evitare il blocco della raccolta
Il Veneto accelera sul fronte della crisi della plastica riciclata decidendo di aumentare le capacità dei stoccaggio dei rifiuti con la creazione di depositi temporanei. La decisione è arrivata dopo la prima riunione con gli operatori del settore convocata ieri primo luglio. Nei giorni scorsi la Regione, come prima ancora aveva fatto l’Emilia-Romagna, aveva segnalato i problemi della filiera anche in una lettera inviata al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con la richiesta di un intervento urgente. Nell’attesa di una risposta da parte del dicastero – che a Ricicla.tv non risulta avere in cantiere interventi nel breve termine – l’amministrazione veneta ha deciso di fare da sé.
L’iniziativa della Regione Veneto è l’ultimo effetto, in ordine di tempo, di una crisi di mercato che sta mettendo in ginocchio l’intera industria europea del riciclo delle plastiche. A pesare è soprattutto la scarsa competitività della materia prima seconda prodotta nel Vecchio Continente rispetto alla plastica vergine e riciclata importata da Paesi extra Ue, disponibile a costi inferiori. Un gap di competitività, determinato anche e soprattutto dagli elevati costi energetici, che ha portato a un calo di domanda di polimeri riciclati, determinando il progressivo accumulo di rifiuti in plastica nei centri di raccolta e selezione, molti dei quali ai limiti delle capacità di stoccaggio autorizzate.
Proprio per questo il Veneto aveva scritto al Ministero dell’Ambiente, diventando, dopo l’Emilia-Romagna, una delle prime amministrazioni regionali a chiedere formalmente un intervento nazionale per evitare l’interruzione delle attività di selezione e, di conseguenza, il blocco della raccolta differenziata. Un rischio segnalato a più riprese da tutti i soggetti coinvolti nel ciclo – dagli amministratori alle imprese, passando per il consorzio imballaggi Corepla – e già al centro di un tavolo di confronto convocato dal Mase. Gli interventi auspicati dagli stakeholder, tuttavia, non sono ancora arrivati.
Da qui le soluzioni individuate da Palazzo Balbi a seguito di un incontro con gli operatori, a partire dal via libera all’aumento della capacità di stoccaggio al servizio del ciclo regionale. La proposta è quella di autorizzare la realizzazione di aree dedicate, temporanee e dotate di tutti i necessari requisiti di sicurezza, in cui conservare il materiale che il mercato nazionale non riesce a ritirare. “In questo modo sarà possibile continuare a ricevere il materiale raccolto dai cittadini, evitando il blocco della filiera in attesa che il mercato torni ad assorbire questi quantitativi”, spiega l’assessore all’Ambiente del Veneto, Elisa Venturini. Non un arretramento rispetto al mandato di massimizzare raccolta differenziata e riciclo, ma una misura emergenziale pensata per evitare il blocco del sistema.
Non solo gestione dell’emergenza. Il Veneto, si legge nella nota stampa diramata a valle del tavolo, avvierà un percorso di confronto strutturato con tutti i soggetti della filiera. Nelle prossime settimane saranno organizzati incontri bilaterali con gestori degli impianti, aziende della trasformazione, utilizzatori finali, Corepla e gli altri operatori del settore per approfondire le criticità: “L’obiettivo – spiega Venturini – sarà sviluppare tutte le possibili opportunità di valorizzazione della plastica, sia attraverso il recupero di materia sia attraverso il recupero energetico, favorendo accordi territoriali che consentano di rafforzare gli sbocchi industriali presenti in Veneto e di mantenere sul territorio il maggior valore possibile della materia riciclata”. Le proposte, poi, saranno poi riportate in un nuovo tavolo comune per costruire soluzioni condivise.
Nel corso dell’incontro è emersa anche la necessità, secondo gli operatori, di intervenire sia sul piano normativo che fiscale, introducendo strumenti che incentivino l’utilizzo della plastica riciclata da parte delle imprese e favoriscano nuovi sbocchi di mercato. Su questi aspetti la Regione si è impegnata a portare le richieste emerse all’attenzione del governo e a confrontarsi con le altre Regioni per individuare risposte di carattere nazionale. “Stiamo affrontando questa situazione proprio perché il nostro territorio rappresenta un’eccellenza nazionale nella raccolta differenziata. Tutta l’azione della Regione sarà orientata a trovare soluzioni che consentano di raccogliere, recuperare e riciclare sempre di più e sempre meglio, trasformando questa emergenza in un’opportunità per rafforzare la resilienza dell’intera filiera del riciclo”, ha concluso l’assessore Venturini.





