La nota dell’assessore regionale Venturini: “Registriamo difficoltà sempre maggiori nel reperire nuovi spazi per lo stoccaggio. Chiesto anche l’intervento del Governo”. Nei giorni scorsi era stata l’Emilia Romagna a inviare una lettera al Mase
Anche il Veneto chiede un intervento urgente per fronteggiare la crisi che sta investendo il settore del riciclo della plastica. La Regione ha inviato una lettera al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e ha provveduto a convocare un tavolo con gli operatori del comparto per individuare misure immediate e strategie di medio-lungo periodo.
A lanciare l’allarme è l’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini, secondo cui la situazione rischia di mettere in difficoltà l’intera filiera del recupero dei rifiuti. Il Veneto diventa così la seconda Regione, dopo l’Emilia-Romagna, a sollecitare formalmente un intervento ministeriale. Un elemento non secondario, considerando che entrambe le Regioni sono tra quelle con le migliori performance nella raccolta differenziata e nel riciclo, segno tangibile del fatto che la crisi non nasce da inefficienze, ma da fattori economici e di mercato.
Le cause delle difficoltà, infatti, sono ormai note. Sul mercato europeo arrivano grandi quantitativi di polimeri vergini e riciclati a basso costo provenienti da Paesi extra Ue. Un fenomeno che, unito agli elevati costi dell’energia per gli impianti europei di riciclo, sta determinando una progressiva e inesorabile diminuzione nella domanda di materia prima seconda made in Ue.
Le conseguenze della crisi sono già evidenti lungo tutta la filiera, si legge nella nota diramata dalla Regione Veneto: “Le aste organizzate da Corepla vanno sempre più frequentemente deserte e il materiale recuperato rimane nei centri di raccolta e di selezione. Anche in Veneto alcuni gestori stanno registrando difficoltà sempre maggiori nel reperire nuovi spazi dove stoccare la plastica in attesa che venga ritirata”. Questa situazione assume particolare rilevanza con l’arrivo dell’estate, perché l’accumulo di grandi quantitativi di materiale plastico aumenta il rischio di incendi e richiede misure straordinarie di prevenzione.
La Regione Veneto, quindi, spiega Venturini sta lavorando su un doppio binario. Da una parte intende garantire la continuità del servizio individuando nuovi spazi di stoccaggio e valutando, come soluzione estrema e per quantitativi limitati, il recupero energetico del materiale che oggi non trova sbocchi sul mercato. Dall’altra parte punta a ottenere un intervento strutturale del governo per sostenere il mercato delle materie plastiche riciclate e impedire che la crisi comprometta gli investimenti realizzati negli ultimi anni per la gestione circolare dei rifiuti.
La preoccupazione è condivisa da tutti gli operatori del settore. Assorimap, associazione dei riciclatori e rigeneratori plastici, nel report relativo al 2025 ha segnalato un calo del fatturato dell’1,1% rispetto all’anno precedente, numeri che fanno registrare il terzo anno di fila di contrazione. Il presidente di Corepla, Giorgio Quagliuolo, invece, ha parlato del rischio di paralisi del sistema di raccolta differenziata in assenza di misure urgenti. Il problema, però, non è solo nazionale, ma riguarda tutta l’Unione europea. Recentemente, l’associazione Recycling Europe ha sottolineato che nonostante le tensioni geopolitiche e il conseguente aumento del costo del petrolio abbiano portato a un aumento della domanda di plastica riciclata, la crisi del settore è strutturale e per questo servono interventi sia per sostenere la domanda di plastica riciclata sia sul piano regolatorio.





