Oli usati, Francesco Gallo nuovo presidente del GEIR: l’Italia torna al vertice della rigenerazione europea

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Redazione Ricicla.tv
03/09/2026

L’Operations Director e R&D Group Coordinator di Itelyum eletto alla guida dell’associazione europea dei rigeneratori. Tra le priorità del mandato il Circular Economy Act, i target di raccolta e rigenerazione e il rafforzamento del mercato degli oli base rigenerati


L’Italia torna alla guida dell’industria europea della rigenerazione degli oli usati. L’assemblea generale del GEIR, il Groupement Européen de l’Industrie de la Régénération, ha eletto Francesco Gallo, Operations Director e R&D Group Coordinator di Itelyum Regeneration, nuovo presidente dell’associazione. Gallo succede a Miltos Bantis e riporta la presidenza del GEIR in Italia e in Itelyum, dopo il precedente mandato ricoperto dall’amministratore delegato del gruppo, Marco Codognola.

La nomina arriva in una fase particolarmente delicata per il settore della rigenerazione – e per l’itera industria europea dell’economia circolare – chiamato alla prova del quadro di politiche in forte evoluzione. Tra gli appuntamenti in agenda il Circular Economy Act, la proposta legislativa attesa per quest’autunno con cui Bruxelles punta a tenere assieme decarbonizzazione industriale e autonomia strategica aumentando disponibilità e domanda di materiali riciclati di qualità, costruendo un vero mercato unico per le materie prime secondarie e riducendo, allo stesso tempo, le dipendenze dell’Unione dalle forniture esterne.

“È un grande onore assumere la presidenza del GEIR in una fase così determinante per il futuro dell’industria sostenibile in Europa”, ha dichiarato Gallo. “La rigenerazione degli oli non è solo una scelta ecologica, ma una necessità strategica per la competitività e la sicurezza delle risorse europee”.

In quest’ottica il GEIR ricorda che secondo il Life Cycle Assessment aggiornato nel 2022 da ifeu, la produzione di basi lubrificanti attraverso la rigenerazione degli oli usati può consentire una riduzione delle emissioni di CO2 fino al 71% rispetto alla produzione a partire dal greggio vergine. Rispetto al trattamento finalizzato alla produzione di combustibile, il GEIR indica invece una riduzione delle emissioni di CO2 del 47%. Il dato ambientale si intreccia quindi con quello industriale: recuperare gli oli usati come nuova materia prima significa mantenere più a lungo le risorse all’interno del sistema produttivo europeo e ridurre il ricorso a fonti primarie.

Tra gli obiettivi indicati dal nuovo presidente c’è il confronto con Bruxelles affinché il Circular Economy Act riconosca pienamente il contributo del settore, lavorando in particolare su regole uniformi, condizioni end of waste e valorizzazione delle tecnologie di rigenerazione. Tra le richieste portate avanti dall’associazione figurano target europei obbligatori per la raccolta e la rigenerazione degli oli usati, un maggiore utilizzo delle basi lubrificanti rigenerate nei nuovi prodotti e misure capaci di limitare il ricorso alla valorizzazione energetica quando questa sottrae materia alla rigenerazione.

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