Plastica, OCSE: export di rifiuti crollato del 50% in sei anni

di Redazione Ricicla.tv 09/04/2024

Tra 2017 e 2022 i rifiuti in plastica esportati a livello globale sono passati da 12,4 a 6,4 milioni di tonnellate, riporta l’OCSE. In calo costante le quantità importate dai paesi in via di sviluppo, mentre più della metà dei volumi è scambiata tra paesi dell’Ue


Non si arresta la trasformazione del mercato globale dei rifiuti di plastica. Dopo lo stop della Cina alle importazioni, operativo dal 2018, non solo gli scarti polimerici esportati a livello mondiale sono quasi dimezzati, passando da 12,4 milioni di tonnellate nel 2017 a 6,4 nel 2022 con una contrazione del 49%, ma per oltre la metà sono finiti in paesi europei. Lo riporta l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico in un dossier con i dati più aggiornati sulle movimentazioni a livello mondiale. Fotografia di un mercato i cui confini continuano a mutare, per effetto del bando disposto da Pechino ma anche sotto la scorta delle recenti revisioni della Convenzione di Basilea, che in un’ottica di contrasto ai traffici illeciti e all’inquinamento hanno reso più stringenti le procedure per l’esportazione di scarti in plastica, soprattutto verso i paesi in via di sviluppo. Misure alle quali è destinato ad aggiungersi anche lo stop dell’Ue ai trasferimenti verso paesi non OCSE, introdotto con la riforma del regolamento sulle spedizioni di rifiuti e operativo dalla primavera del 2026.

Tra 2021 e 2022 la quota di rifiuti in plastica importata dai paesi non OCSE, si legge nel dossier, si è ridotta del 9%, arrivando a 2 milioni di tonnellate. Dopo un’impennata registrata tra 2017 e 2018 per effetto della messa al bando cinese, le esportazioni verso il sud est asiatico hanno conosciuto un progressivo declino, fino ad toccare gli 1,6 milioni di tonnellate nel 2022. Ciò nonostante i paesi del ‘far east’ “restano tra i maggiori importatori di rifiuti e scarti di plastica”, spiega l’OCSE. Con 896mila tonnellate la Malaysia resta la seconda destinazione a livello globale, seguita da Vietnam e Indonesia, con quest’ultima che ha visto crescere le importazioni del 26% su base annua. Guardando ai valori dei rifiuti scambiati, con 0,55 dollari per ogni chilogrammo importato, i paesi non OCSE si confermano destinazione prevalente per i rifiuti in plastica a minor valore aggiunto.

Se le importazioni da parte dei paesi non OCSE calano, aumentano invece quelle nei paesi OCSE, cresciute del 10% a cavallo tra 2021 e 2022. Dall’essere esportatore netto, spiega il dossier, l’OCSE sta progressivamente passando a una bilancia commerciale in equilibrio, responsabile nel 2022 dell’87% delle esportazioni globali, pari a 5,5 milioni di tonnellate, ma anche del 77% delle importazioni, equivalenti a 5,3 milioni di tonnellate. Come nel 2021, anche nel 2022 l’Olanda risulta il primo paese al mondo per volumi di scarti e rifiuti in plastica importati, confermandosi principale snodo commerciale sul mercato globale, seguita dalla Turchia che ha visto crescere dell’1% le quantità in ingresso toccando quota 690mila tonnellate. Complessivamente, riporta l’OCSE, la quota di rifiuti di plastica esportati verso i paesi europei, incluso il commercio intra-Ue, è aumentata di 0,4 milioni di tonnellate dal 2020 al 2022 fino a raggiungere i 3,5 milioni di tonnellate. Più della metà dei volumi totali esportati a livello globale. Un trend che il nuovo regolamento europeo sulle spedizioni di rifiuti, vietando dal 2026 le esportazioni verso paesi non OCSE, contribuirà ad accentuare.

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