RemTech, Coast: le nuove norme su dragaggi e sedimenti

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Redazione Ricicla.tv
18/05/2017

Continuano i lavori di avvicinamento alla tre giorni di RemTech Expo 2017 in programma il 20,21, e 22 settembre prossimi a Ferrara Fiere con la media partnership di Ricicla.tv. “Sedimenti marini: caratterizzazione, dragaggio e riutilizzo”, questo il titolo del seminario organizzato in collaborazione con Assoporti, ha rappresentato una mattinata che punta ad accendere i riflettori sul segmento parallelo di Remtech, Coast, dedicato alla tutela delle coste e del mare.

«I lavori di oggi sono stati focalizzati principalmente sulla caratterizzazione dei sedimenti e alla loro gestione così come quella dei dragaggi – spiega Andrea Zamariolo, coordinatore del comitato scientifico di Coast Expo – tutti temi che verranno ripresi a settembre nel corso della manifestazione vera e propria, in particolare durante la prima giornata che dedicheremo ai porti d’Italia».

Tra i temi toccati nel corso della giornata di studi, che ha visto la partecipazione delle principali autorità, ministeri, porti, regioni, organi di controllo e degli stakeholders privati, i decreti 172 e 173 del Ministero dell’Ambiente, adottati poco meno di un anno fa proprio per disciplinare la gestione dei materiali di escavo dai fondali marini, nonché le azioni di dragaggio e riutilizzo dei sedimenti nei siti di interesse nazionale oggetto di bonifica. «Questo tipo di confronto con gli operatori è molto importante anche per chi come noi della pubblica amministrazione è chiamato a svolgere un compito di regolazione di tutte le tematiche afferenti le bonifiche – ha sottolineato l’ing. Laura D’Aprile, dirigente della divisione bonifiche del Ministero dell’Ambiente – nell’ultimo anno il Ministero ha svolto un’attività di regolazione e sistematizzazione della regolamentazione nel campo dei sedimenti, specie per quella relativa ai dragaggi nei SIN e non solo, e nella gestione dei materiali provenienti dal dragaggio. Ovviamente – conclude la D’Aprile riferendosi ai dm 172 e 173 del 2016 – si tratta di decreti di recentissima emanazione, e quindi necessitano di una sorta di “tagliando tecnico”: gli operatori devono dirci le problematiche riscontrate nell’attuazione e noi siamo chiamati a correggere eventualmente il tiro per consentire la migliore applicazione possibile di questi decreti».

Per ottenere un feedback valido, tuttavia, c’è bisogno di un grosso sforzo di comunicazione a fronte di regolamenti tecnici il cui assorbimento dalle parti in causa non è esattamente immediato e rischia, in caso contrario, di frenare l’avanzamento dei lavori nei porti. «Quelle contenute dal nuovo quadro che il Ministero ha definito lo scorso anno – analizza Francesco Messineo, Segretario Generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale – sono norme oggettivamente complicate, e che quindi richiederanno uno sforzo da parte di tutte le autorità portuali per essere recepite, comprese e quindi applicate. In questo senso Assoporti si adopererà per essere di massimo supporto soprattutto sul fronte divulgativo». Ma oltre ai porti, i portatori di interesse più coinvolti sono proprio le imprese, ed è con loro che si riesce a comprendere in maniera più concreta il valore di questo intervento del legislatore. «La normativa, specie quella del dm 173, ha introdotto una serie di semplificazioni e codifiche per la restituzione di un dato analitico chiaro, tra cui spicca l’introduzione di un software specifico elaborato da Ispra – spiega Franco Rocchi di Ambiente SC, una società di ingegneria ambientale e laboratori di analisi chimiche e biologiche – l’utilizzo del software permette di uniformare la valutazione dati: per attività come la nostra ciò si traduce in una semplificazione dell’iter di approvazione, velocizzando così le procedure di intervento».

Tra i punti di forza di questa normativa c’è il valore dell’omogeneità, e cioè un’approccio alla gestione di questi materiali che sia il più possibile univoco su tutto il territorio nazionale. «Il Sistema nazionale di protezione ambientale (SNPA), le agenzie in rete e Ispra si stanno ponendo questo obiettivo di coordinamento – afferma Giuseppe Bortone, Direttore Generale dell’Arpa Emilia Romagna – il decreto afferma un principio basilare per la riuscita delle politiche, e cioè che i materiali dragati devono diventare una risorsa».

I lavori si sono conclusi con la tavola rotonda aperta ai soggetti pubblici e privati intervenuti al seminario, i cui esiti confluiranno in un documento finale con l’obiettivo di creare convergenze funzionali al sistema dei dragaggi e della gestione dei sedimenti.

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