A Salerno il Road Show degli Oscar di Bilancio 2026, l’evento promosso da Borsa Italiana, Università Bocconi e Ferpi. Il tema: “Tracciare il futuro. Il reporting al centro della Twin Transition”
“La transizione digitale è fondamentale, in particolare nella redazione dei report di sostenibilità. Dobbiamo passare dalla fase di consuntivazione a una fase di acquisizione delle informazioni in tempo reale”. Giovanni Paone, editore di ricicla.tv e amministratore unico di Zucchetti Ambiente, traccia così una delle direttrici emerse a Salerno durante il Road Show degli Oscar di Bilancio: utilizzare la digitalizzazione non soltanto per elaborare i dati, ma per trasformarli in uno strumento immediato di conoscenza e decisione.
L’evento, promosso da Borsa Italiana, Università Bocconi e FERPI e ospitato nella sede di Confindustria Salerno, prepara alla premiazione finale degli Oscar di Bilancio di dicembre che hanno come tema per l’edizione 2026 “Tracciare il futuro. Il reporting al centro della Twin Transition”. Al centro del dibattito, dunque, il rapporto tra transizione digitale e transizione ambientale e il ruolo che la rendicontazione può avere nel tenere insieme due processi che, come sottolinea Paone, possono anche andare in conflitto tra loro.
“Avere informazioni in tempo reale – spiega Paone – ci dà la possibilità di avere anche un potere decisionale immediato”. Un esempio è quello del settore dei rifiuti, comparto che Paone conosce direttamente: “Avere in tempo reale i dati relativamente ai rifiuti in ingresso, alle quantità di materie prime seconde prodotte, ai consumi energetici significa avere un quadro generale complessivo ma immediato e quindi essere in grado di adottare immediatamente delle azioni correttive”.
La digitalizzazione, però, porta con sé anche un impatto ambientale che, secondo Paone, rischia di rimanere fuori dai report. “C’è un aspetto importante che vedo che sfugge sempre nei report che siamo abituati a leggere: il consumo, l’impatto che ha la digitalizzazione”. Con l’avvento dell’intelligenza artificiale, infatti, cresce il consumo energetico delle infrastrutture digitali e dei data center. “Oggi ci troviamo nella condizione di avere una proiezione per il 2030 di un consumo energetico dei data center presenti nel mondo pari al 3% della produzione mondiale”, osserva Paone che aggiunge: “È un numero molto significativo. Secondo me nei report di sostenibilità è necessario includere anche questo elemento che fino a oggi probabilmente è sempre stato un po’ messo da parte”.
Da qui la necessità di utilizzare gli strumenti digitali in modo consapevole, evitando sovradimensionamenti e utilizzi non necessari. “Molto spesso vengono abusati questi sistemi, oppure vengono dimensionati sistemi al di sopra di quello che è il lavoro che poi devono svolgere. Questo chiaramente si traduce in una perdita di valore”.
L’ottimizzazione dei processi diventa quindi uno degli elementi centrali della Twin Transition. La digitalizzazione, sottolinea Paone, “comporta anche una modifica dei processi aziendali, cioè un modo diverso di concepire le attività. Si cambia proprio modello”. Ma l’innovazione tecnologica, secondo l’amministratore di Zucchetti Ambiente, non può essere separata dal quadro normativo nel quale le imprese sono chiamate a operare.
Il riferimento è al Rentri, il Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti. “È basato su una metodologia molto analogica – afferma Paone – perché si tratta ancora di gestire documenti, come il registro, e inviare dei dati in maniera ridondante al sistema. Tutto fa pensare che quel sistema sia nato sulla carta e poi trasformato nel digitale”. Una struttura che, secondo Paone, può finire per appesantire i processi e aumentare anche i consumi: “Il fatto che io debba mandare al Rentri due, tre, quattro volte le stesse informazioni chiaramente mi fa consumare più energia”.
La trasformazione digitale, dunque, non riguarda soltanto le imprese. “Questo aspetto non dipende solamente dalle aziende o dalla digitalizzazione, ma dipende anche dalla normativa. Anche gli enti devono fare la loro parte e cominciare a ragionare in ottica digitale”, conclude Paone.
In questo scenario complesso si inserisce il tema del reporting di sostenibilità, il cui ruolo è stato ridimensionato proprio dalla recente revisione del quadro normativo europeo. La modifica dei parametri di riferimento ha infatti ridotto il numero di imprese interessate dall’obbligo di rendicontazione, concentrandolo sulle realtà di maggiori dimensioni. Per molte aziende, dunque, la pubblicazione del report non rappresenta più necessariamente un adempimento, ma può diventare una scelta.
“Rendicontare, fare reporting significa decidere che azienda voglio essere. Poiché non è più un obbligo ma risponde a una scelta di governo, è una scelta decisionale che dà idea al mercato e ai miei pubblici di riferimento di chi ho deciso e scelto di essere”, spiega Daniela Bianchi, vicepresidente di FERPI, la Federazione Relazioni Pubbliche Italiana.
È qui che entra in gioco la cosiddetta Twin Transition, l’integrazione tra trasformazione digitale e transizione ecologica. Due percorsi che non sempre procedono nella stessa direzione: “La transizione digitale consuma materie prime che la transizione ecologica vorrebbe invece risparmiare”, osserva Bianchi, in accordo con la vision di Paone. Il reporting può diventare allora “l’ago della bilancia che in qualche modo rendiconta anche su come tenere insieme questa antitesi”.






