Stati generali dell’Ambiente in Toscana: “Alimentare la consapevolezza ambientale è una necessità”

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Elvira Iadanza
28/09/2026

Le parole del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, durante la prima tappa del tour promosso da Ricicla.tv


“Quella di oggi è stata una mattinata che ha raccontato, attraverso una vera e propria carrellata di temi e testimonianze, l’impegno della Toscana sul fronte ambientale”. Le parole del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, restituiscono bene lo spirito della prima tappa degli Stati Generali dell’Ambiente in Tour di Ricicla.tv, che questa mattina ha aperto a Firenze la nuova stagione del percorso dedicato ai grandi temi della transizione ecologica. Un appuntamento che ha messo al centro esperienze, progetti e sfide che attraversano il territorio regionale, dal riciclo alla tutela del territorio, dall’energia alla biodiversità, fino al ruolo delle comunità e delle nuove generazioni.

Una regione, la Toscana, che nelle sue filiere, nei suoi territori e nelle sue imprese mostra una capacità concreta di trasformare ciò che viene scartato in nuova materia, nuovo valore e nuove opportunità. Ed è proprio questo il filo conduttore che ha attraversato questa tappa degli Stati Generali dell’Ambiente, ospitata al Teatro La Compagnia di Firenze e promossa da Ricicla Tv, gruppo Zucchetti Ambiente, con la partnership istituzionale della Regione Toscana – assessorato all’Ambiente.

Il racconto del territorio toscano parte da lontano, dalla storia dei cenci, e arriva fino alla straordinaria esperienza del distretto tessile di Prato, uno dei più importanti esempi europei di economia circolare applicata alla manifattura: una filiera nella quale il recupero e la rigenerazione della materia fanno parte da decenni del patrimonio produttivo del territorio.
“La sfida oggi è su più settori: dalle miniere urbane alle nuove infrastrutture per l’economia circolare, dalla rigenerazione degli spazi alla tutela del capitale naturale, fino alle comunità energetiche e alla neutralità climatica, la Toscana è chiamata a mettere in relazione materia, territorio, energia e persone”, ha spiegato Monica D’Ambrosio, direttore di Ricicla Tv e conduttrice dei lavori.
“Alimentare la consapevolezza ambientale è una necessità”, sottolinea Giani che ha aggiunto: “Un tema fondamentale per rafforzare la resilienza di fronte a eventi climatici sempre più estremi, dalla siccità alle precipitazioni intense. La Toscana sta rafforzando la propria strategia di prevenzione e difesa del territorio”. Il governatore della Toscana, poi, ha richiamato il ruolo delle casse di espansione e delle opere già realizzate in un’ottica di prevenzione. La Regione sta inoltre portando avanti nuovi cantieri strategici, con l’obiettivo di arrivare a circa 15 milioni di metri cubi di capacità di laminazione nell’area fiorentina e lungo il basso corso dell’Arno. “La difesa del suolo – ha evidenziato Giani – si lega anche alla gestione della risorsa idrica: infrastrutture come l’invaso di Bilancino consentono infatti di svolgere una doppia funzione, contribuendo alla sicurezza idraulica nei periodi di piogge intense e garantendo acqua nei mesi di maggiore siccità”.

A riportare il focus sul ciclo dei rifiuti e sulle politiche regionali è stato l’assessore all’Ambiente della Regione Toscana, David Barontini, che ha seguito personalmente l’organizzazione degli Stati Generali. “Tre le sfide concrete che stiamo affrontando: l’economia circolare e la gestione dei rifiuti, con l’obiettivo di ridurre il ricorso alla discarica e fare in modo che sempre più materia torni nei cicli produttivi; le bonifiche dei siti orfani e la tutela della biodiversità, per rendere i nostri territori più resilienti; e l’accelerazione su rinnovabili e comunità energetiche, perché la transizione deve essere costruita con i territori, che devono diventare protagonisti del cambiamento”.
Sono sfide diverse – ha spiegato Barontini – ma hanno un obiettivo comune: consumare meno risorse, rigenerare ciò che abbiamo e creare nuove opportunità per le nostre comunità, sottolineando anche il ruolo delle nuove generazioni: “Quando parliamo di energia e risorse naturali, stiamo parlando soprattutto del loro futuro e non possiamo farlo senza ascoltare la loro voce”.

Il tema delle bonifiche è stato quindi approfondito da Nino Tarantino, dell’Unità di missione del Commissariato di governo per le bonifiche, che ha sottolineato la complessità degli interventi e la necessità di una forte collaborazione tra istituzioni. “Le bonifiche richiedono un approccio complesso e una forte collaborazione tra le istituzioni, perché coinvolgono aspetti ambientali, finanziari, urbanistici e, spesso, anche giudiziari. La Toscana rappresenta un esempio concreto di come il principio di sussidiarietà e la collaborazione tra enti possano produrre risultati importanti, con diversi interventi già completati o in corso. L’obiettivo non è soltanto bonificare, ma restituire i territori alle comunità, trasformando luoghi degradati o contaminati in spazi di nuova vita”.

Dalla bonifica dei territori al ciclo della materia, con il focus sulla frazione organica e sulla produzione di compost. Massimo Centemero, direttore del Consorzio Italiano Compostatori (CIC), ha evidenziato il ruolo degli impianti e, allo stesso tempo, la necessità di migliorare la qualità della raccolta. “Dal punto di vista impiantistico la Toscana è autosufficiente nella gestione della frazione organica, grazie a investimenti come il revamping dell’impianto di Montespertoli, entrato in funzione nel 2024 con una capacità di circa 165 mila tonnellate. Resta però centrale il tema della qualità della raccolta dell’organico. In tutta Italia abbiamo registrato un peggioramento e la presenza di impurità può incidere significativamente sulle rese degli impianti. C’è poi il tema della destinazione del compost. Il mercato è prevalentemente locale e spesso la domanda non è sufficiente ad assorbire tutto il prodotto”. Da qui la necessità, ha spiegato Centemero, di lavorare anche su nuove modalità di valorizzazione del compost e del carbonio. “Stiamo lavorando anche su un percorso collegato al carbon farming, che in Europa sta sviluppando politiche per incentivare gli agricoltori ad aumentare la sostanza organica nei suoli attraverso diverse tecniche. Lo stesso principio può essere applicato al territorio urbano, attraverso politiche di riutilizzo del carbonio nel verde pubblico e nelle opere pubbliche”.

La prima tappa degli Stati Generali dell’Ambiente 2026-27 ha così messo in dialogo istituzioni, imprese, consorzi, esperti e studenti attorno a una stessa domanda: come trasformare la transizione ecologica da obiettivo generale a processo concreto, capace di tenere insieme recupero delle risorse, tutela del territorio, energia, innovazione e qualità della vita. Un percorso che continuerà nelle prossime tappe del tour, portando il confronto in altri territori e mettendo a fuoco esperienze e modelli attraverso cui l’economia circolare e la sostenibilità possono diventare parte integrante dello sviluppo delle comunità.

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