Biometano, nuovo flop degli incentivi PNRR

di Redazione Ricicla.tv 24/11/2023

La nuova tranche degli incentivi PNRR al biometano ha assegnato meno di un quarto del coefficiente disponibile. In vista della nuova gara si spera nella clausola anti-inflazione


Nuovo flop degli incentivi per la produzione di biometano finanziati dal PNRR. Al termine della seconda procedura competitiva, comunica il GSE, sono 51 i progetti di impianti di produzione di metano ‘verde’, nuovi e riconvertiti, che potranno accedere al regime di sostegni, per una capacità produttiva incentivabile pari a 25mila 881 metri cubi. Vale a dire meno di un quarto del coefficiente disponibile, che superava i 108mila metri cubi. Numeri che calano rispetto alla prima procedura, quando erano stati assegnati a 60 progetti circa 30mila su 67mila metri cubi disponibili. Un rallentamento che sembra confermare una volta di più la scarsa efficacia della misura, che cuba complessivamente 1,7 miliardi di euro ma che non riesce ad attrarre gli operatori. Appena 54 le domande presentate, solo 3 delle quali sono state respinte in fase di valutazione. Non è escluso che le aziende abbiano scelto di aspettare la prossima tornata di gara, che dovrebbe partire il 22 dicembre e che farà scattare il meccanismo anti-inflazione introdotto con la conversione in legge del decreto asset.

“A questo proposito – ha dichiarato l’amministratore delegato del GSE, Vinicio Mosè Vigilante – il GSE, in vista dell’apertura della terza procedura, sta organizzando un webinar per massimizzare la partecipazione e chiarire quegli aspetti sui quali abbiamo riscontrato ancora alcune incongruenze documentali superate grazie al soccorso istruttorio messo in campo”.

Gli interventi che potranno accedere alla seconda tranche di sostegni, nella forma di una tariffa incentivante e di un contributo in conto capitale all’investimento per la realizzazione delle infrastrutture, riguardano in 41 casi impianti agricoli, nuovi o riconvertiti, e 10 progetti per la costruzione di nuovi impianti alimentati a rifiuti organici da raccolta differenziata. Gli interventi di revamping da biogas a biometano delle infrastrutture per il trattamento della forsu già esistenti restano infatti esclusi dal novero di quelli ammissibili. Forse ancora per poco, però, visto che tra le modifiche al PNRR chieste dal governo alla Commissione Ue, approvate oggi da Bruxelles e sulle quali il Consiglio dovrebbe esprimersi definitivamente il prossimo 8 dicembre, c’è proprio l’estensione del perimetro degli incentivi anche alla rifunzionalizzazione degli impianti a rifiuti organici esistenti. Così come lo stralcio della milestone dei 600mila metri cubi di nuova produzione di biometano al 31 dicembre di quest’anno, considerata di fatto irraggiungibile, e la revisione dell’obiettivo finale dei 2,3 miliardi di metri cubi entro il 2026 (nel 2021 erano 284 milioni).

Secondo gli operatori, del resto, tra i motivi che fin qui hanno frenato la partecipazione ai bandi, oltre all’inflazione, ci sono proprio le serrate tempistiche imposte dal PNRR. Per accedere ai contributi, infatti, gli interventi – siano essi di nuova costruzione o revamping – non possono partire prima della pubblicazione delle graduatorie definitive e dovranno essere completati entro il giugno del 2026. Ciò significa che gli assegnatari delle prossime tranche avranno a disposizione da due anni e mezzo in giù per avviare e portare a termine i lavori. Tempi stretti, forse troppo. Ecco perché, oltre a ricontrattare le clausole del meccanismo con l’Ue, il Ministero dell’Ambiente sa di dover imprimere al processo un vero e proprio cambio di passo. “Sullo sviluppo del biometano – afferma il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin – stiamo accelerando le procedure, con l’ausilio prezioso del GSE, per far partire quanto prima i nuovi impianti: ci auguriamo ancora maggiore partecipazione nella terza gara, per dare una forte spinta a questo vettore centrale per la transizione”.

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