AIRA alla Commissione ecomafie: «Fermate i demolitori disonesti»

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Redazione Ricicla.tv
16/10/2017

I frantumatori italiani rappresentano uno scomodo cuscinetto tra la filiera delle autodemolizioni e del recupero metalli (ferrosi e non), e la siderurgia nostrana. L’Italferro è uno degli impianti più all’avanguardia d’Italia. Tecnologie ad alta sicurezza e a bassissimo impatto ambientale, punto di riferimento per il Centro e Sud Italia, centro nevralgico di recupero di metalli e non solo da indirizzare ai processi di trasformazione in materia prima seconda. Ma la solidità sul mercato e la fiducia dei colossi della siderurgia non basta, se a compromettere il corretto funzionamento della filiera ci si mette la qualità scadente del materiale in ingresso negli impianti, proveniente nella maggior parte dei casi da imprese di autodemolizione che effettuano la bonifica dei veicoli a fine vita solo sulla carta, lasciando ai frantumatori l’ingrato (ed oneroso) compito di dover gestire ingenti quantità di rifiuti non recuperabili. Spesso addirittura pericolosi. La denuncia dell’AIRA, Associazione industrale dei riciclatori di auto, è stata di recente raccolta dai membri della Commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, che nelle prossime settimane proverà a fare luce sull’intera vicenda. Al microfono di Ricicla.tv l’amministratore unico di Italferro Valerio Fiori, Luigi Tomassetti, ingegnere ambientale, Mauro Grotto, presidente AIRA, Angelo Colombo, vice presidente AIRA e l’On. Stefano Vignaroli, membro della Commissione bicamerale rifiuti.

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