Nel 2025 la raccolta differenziata di carta e cartone cresce di oltre 60 mila tonnellate e il Mezzogiorno supera per la prima volta quota un milione. Il tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici raggiunge il 93,1%, ma resta ampio il divario territoriale sulla qualità dei conferimenti. Il nuovo Allegato tecnico Carta rafforza corrispettivi e premialità, mentre la filiera chiede misure contro il peso dei costi energetici
La raccolta differenziata di carta e cartone si conferma canale di approvvigionamento strutturale e strategico per l’industria cartaria nazionale. Un flusso che, rispetto al passato, vede ridursi la forbice tra le varie aree del paese, con il Mezzogiorno che nel 2025 supera il milione di tonnellate raccolte su un totale nazionale di poco meno di 4 milioni, circa 60 mila tonnellate in più rispetto all’anno precedente. Avviati agli impianti di filiera, i materiali raccolti hanno consentito di raggiungere, per gli imballaggi, un tasso di riciclo del 93,1%, oltre otto punti percentuali sopra l’obiettivo europeo dell’85% previsto per il 2030.
Numeri che confermano la solidità del sistema nazionale di raccolta e riciclo dei rifiuti a base carta, quelli del 31esimo rapporto annuale del Consorzio Comieco, presentato a Napoli. “Se oggi la raccolta differenziata di carta e cartone è riuscita nell’impresa di uniformare il Paese è perché, in decenni di lavoro, si è realizzato un sistema virtuoso, con una filiera del valore basata su cittadini, Comuni, gestori della raccolta, recuperatori, cartiere e produttori di imballaggi”, ha dichiarato il presidente di Comieco, Amelio Cecchini.
Il dato sulle macroaree vede il Sud trainare l’incremento delle quantità raccolte su base annua, anche se il Nord continua a mantenere il primato in termini di quantitativi assoluti, con oltre 2 milioni di tonnellate, mentre al Centro la raccolta ha raggiunto le 886 mila tonnellate. Per i materiali raccolti e consegnati al sistema consortile Comieco ha riconosciuto ai Comuni oltre 240 milioni di euro di corrispettivi, più 60 milioni circa per le attività di lavorazione negli impianti. Sul totale della raccolta, il consorzio ha gestito l’avvio a riciclo di oltre 2,5 milioni di tonnellate.
Se l’aumento delle quantità raccolte e avviate a riciclo indica una progressiva riduzione della forbice tra Nord e Sud del Paese, guardando alla qualità delle raccolte il divario resta invece ampio. Secondo le analisi merceologiche riportate da Comieco, infatti, nel Sud solo circa la metà della carta e del cartone raccolti rientra nella prima fascia qualitativa, caratterizzata da una presenza di impurità inferiore al 3%. Nel Centro-Nord, invece, oltre l’80% dei conferimenti raggiunge questo standard.
Un tema, quello della qualità, dirimente sia sul piano dei corrispettivi riconosciuti ai Comuni che su quello dell’efficienza industriale del sistema e della competitività delle attività di riciclo. “La raccolta differenziata è finalizzata al riciclo e la presenza di frazioni estranee comporta costi industriali aggiuntivi e riduce i ricavi per i Comuni”, ha sottolineato il direttore generale di Comieco, Roberto Di Molfetta. Resta poi da lavorare sulle quantità che ancora sfuggono alla differenziata, oltre 400 mila tonnellate secondo stime del consorzio, soprattutto nelle grandi città del Sud: rispetto alla media nazionale del 12,8% di carta e cartone raccolti sul totale dei rifiuti urbani, Napoli e Palermo si attestano rispettivamente al 9,4 e al 4,6%.
Per spingere la raccolta e migliorare la qualità dei flussi il nuovo allegato tecnico carta, in vigore da 1 maggio 2026 nell’ambito dell’accordo di programma quadro siglato tra Anci e i consorzi per il riciclo degli imballaggi, ha aggiornato al rialzo i corrispettivi riconosciuti ai Comuni e introdotto premialità ulteriori per le raccolte di qualità elevata. “Abbiamo introdotto una fascia premium che porta il corrispettivo al 102,5% per le raccolte domestiche con impurità inferiori al 2% e rende ancora più evidente il legame tra qualità, efficienza industriale e valore riconosciuto ai territori”, ha aggiunto Di Molfetta.
Tra gli strumenti della nuova intesa anche corrispettivi specifici per migliorare la raccolta, selezione e riciclo dei cartoni per bevande, che stando al nuovo regolamento imballaggi entro il 2035 dovranno essere riciclati almeno per il 55% in peso per ogni componente (carta, plastica e alluminio) mentre l’Italia, al momento, si attesta intorno al 45% calcolato sull’immesso a consumo complessivo.
L’industria cartaria italiana, grazie agli investimenti in tecnologie di recupero avanzato messi in campo negli ultimi anni, è già pronta alla sfida, ma continua a scontare un gap di competitività legato soprattutto agli alti costi dell’energia. La richiesta è per strumenti economici e fiscali che aiutino a ridurre il differenziale valorizzando il contributo del riciclo alla riduzione dell’impronta ambientale, climatica ed energetica del sistema economico nazionale. “La carta è una materia prima strategica – ha dichiarato Massimo Medugno, direttore generale di Assocarta – riciclando in Italia riusciamo a ridurre l’impatto ambientale del sistema, e questo dovrebbe essere riconosciuto sia dalla normativa nazionale che dal futuro Circular Economy Act della Commissione Ue“.





