xFIR, lo switch regge: ora la sfida è semplificare

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Luigi Palumbo
17/09/2026

Il primo giorno di obbligo generalizzato dell’xFIR non ha fatto registrare criticità rilevanti sul piano tecnico, nonostante l’aumento del 25% dei formulari emessi. La tenuta della piattaforma Rentri apre però una seconda fase, in cui emergono dubbi applicativi, rigidità normative e procedure ancora da semplificare. Tra le richieste degli operatori: maggiore chiarezza sul perimetro degli obblighi, firme più semplici e meccanismi tracciati per correggere gli errori materiali


Per la conferma definitiva servirà ancora qualche giorno, ma i numeri sembrano non lasciare spazio ai dubbi. Il formulario rifiuti digitale sta entrando a regime. Almeno sul piano tecnico e tecnologico: poco meno di 53 mila i modelli emessi nella giornata di ieri dalle imprese obbligate all’utilizzo dell’xFIR nell’ambito della piattaforma di tracciabilità informatica dei rifiuti Rentri. Con un incremento compreso tra il 25 e il 30% rispetto al numero di emissioni registrato il 15 settembre, termine ultimo del periodo di doppio regime cartaceo-digitale disposto dal legislatore nazionale dopo gli intoppi registrati nella data di debutto ufficiale dell’xFIR, quella del 13 febbraio 2026.

A differenza di quanto accaduto a febbraio scorso, il secondo ‘switch day’ non avrebbe fatto registrare rallentamenti o interruzioni del servizio, anche a fronte del sensibile aumento nelle emissioni dei formulari digitali. Un primo riscontro che sembra confermare l’efficacia degli interventi coordinati dal Ministero dell’Ambiente, con il supporto dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali e di Unioncamere, per il consolidamento dell’infrastruttura tecnologica. “Nessun intoppo – conferma a Ricicla.tv l’operatore pesa di una piattaforma logistica in provincia di Napoli – dopo la brutta esperienza del 13 febbraio non ce lo aspettavamo, e invece la piattaforma regge. Abbiamo registrato diversi FIR digitali senza problemi“.

“All’inizio, come per tutte le cose, non è stato semplice. Poi ci si abitua”, racconta un trasportatore impegnato nelle operazioni di presa in carico di rottame di vetro da trasportare a Vicenza. In mano lo smartphone, pronto a sottoscrivere il formulario digitale con la firma elettronica. “Una volta avevamo carta e penna, oggi il telefono – dice – ma non è che sia cambiato granché. Anzi – si corregge – mi sa che adesso è meglio“.

L’avvio senza intoppi dell’obbligo di xFIR segna un momento di svolta nel processo di digitalizzazione degli adempimenti ambientali sulla tracciabilità dei rifiuti. Il percorso resta però ancora lungo. E non solo perché, rispetto alle stime di circa 60 mila emissioni quotidiane a sistema pienamente operativo, i volumi registrati nella prima giornata restano ancora inferiori. Nei prossimi giorni, infatti, toccherà andare oltre i numeri e le sensazioni positive sul piano tecnologico per approfondire meglio le implicazioni operative del passaggio al digitale.

Secondo imprese e consulenti, anche se sotto il profilo tecnico il formulario digitale sta dimostrando di poter funzionare, tra incertezze applicative, nodi normativi e ridondanze tecnologiche, il suo utilizzo non sarebbe ancora pienamente adeguato alle necessità operative delle imprese. Restano dubbi, ad esempio, su quale sia effettivamente il perimetro dell’obbligo di tenuta del formulario digitale per le imprese iscritte a Rentri, cosa che sta generando rallentamenti soprattutto nelle filiere di trattamento dei rifiuti edili.

Ma gli appelli dei portatori d’interesse sono anche per la semplificazione delle procedure, dall’introduzione della firma grafometrica alla possibilità di rettificare i formulari digitali anche dopo l’emissione. per correggere errori materiali commessi in buona fede. Vale la pena ricordare che un trasporto effettuato con un FIR contenente dati incompleti o inesatti può essere punito con una sanzione amministrativa da 1.600 a 10 mila euro. “Invitiamo sempre i nostri clienti a fare grande attenzione nella fase di compilazione – spiega l’operatore di pesa – ma qualcosa può sfuggire e l’errore molto spesso viene riscontrato solo all’arrivo qui in impianto, costringendoci a ricorrere alle annotazioni e alle rettifiche del dato. Poter apportare modifiche al FIR per intervenire in questi casi rappresenterebbe uno snellimento importante”.

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Redazione Ricicla.tv