Abruzzo, aggiornato il piano rifiuti: “No a nuovi termovalorizzatori”


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«Si evidenzia la totale insussistenza di condizioni oggettive per prevedere un impianto di incenerimento in Abruzzo in quanto non sostenibile nè tecnicamente nè economicamente». Lo comunica la Regione Abruzzo, che nel nuovo piano regionale di gestione dei rifiuti, presentato oggi in conferenza stampa, ha respinto al mittente le previsioni contenute nel decreto attuativo del Ministero dell’Ambiente figlio del famigerato articolo 35 dello “Sblocca Italia”. Nel decreto, emanato a ottobre 2016, l’ente di via Cristoforo Colombo aveva individuato il fabbisogno residuo nazionale di incenerimento da soddisfare con la costruzione di 8 nuovi impianti. Uno dei quali avrebbe dovuto sorgere proprio in Abruzzo, regione che al momento ne è sprovvista, per una capacità di incenerimento di 120mila tonnellate l’anno. «In base alle valutazioni sviluppate dal Piano regionale – si legge in una nota diramata oggi – il complessivo ulteriore fabbisogno teorico di incenerimento risulta pari a 58mila tonnellate, ovvero meno della metà del valore stimato dal ministero».

A soddisfarlo, si legge tra le righe, basteranno quindi le 6 discariche già attive in regione. Che nel 2016, stando all’ultimo rapporto Ispra sui rifiuti urbani, hanno accolto il 33% del pattume complessivamente prodotto dai cittadini abruzzesi, pari a circa 200mila tonnellate. Senza dimenticare che per fare fronte alla mancanza di impianti di recupero energetico c’è sempre la valvola dell’export transfrontaliero: nel 2016, infatti, ben 32mila 780 tonnellate di combustibile da rifiuti prodotte in regione sono state spedite ad incenerimento a Cipro e in Bulgaria. Il nuovo piano, precisa la Regione nella nota, piuttosto che prevedere l’apertura di nuovi sversatoi o termovalorizzatori, mette invece al centro «la scelta dell’economia circolare, alla quale la Regione Abruzzo è giunta attraverso un ampio percorso partecipativo che ha coinvolto operatori del settore, enti locali, associazioni ambientaliste e cittadini».

Diversi gli interventi già messi in campo per migliorare la qualità del ciclo rifiuti: 19 milioni 856mila 139 euro di fondi ex Fas sono stati stanziati «per l’attuazione di programmi straordinari per lo sviluppo delle raccolte differenziate, di recupero e di riciclo e di un programma straordinario per la prevenzione e riduzione dei rifiuti» scrive la Regione, insieme «al completamento del sistema impiantistico di trattamento e compostaggio e la definitiva bonifica e messa in sicurezza delle discariche dismesse. A questi vanno aggiunti altri 18 milioni 840mila 573 euro di cofinanziamento per un totale di 38 milioni 696mila 712 euro. Tramite altre linee di finanziamento, il servizio gestione rifiuti ha poi in corso di realizzazione 349 progetti per un investimento complessivo pari a 116 milioni 924 mila 889 euro.

 

 

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