Biometano, al via l’impianto di Legnano

Dai rifiuti organici al biometano. A Legnano parte l’impianto di Asja, che produrrà 4 milioni di metri cubi l’anno di gas verde da forsu. Re Rebaudengo: “Rendiamo l’Italia energeticamente più indipendente e pulita

Nuova capacità produttiva per contribuire a sganciare il mix energetico italiano dalle fonti fossili e dalle forniture estere, migliorando al tempo stesso la gestione della frazione più critica dei rifiuti urbani. È stato inaugurato a a Legnano, comune della Città Metropolitana di Milano, il nuovo impianto di produzione di biometano e compost dalla frazione organica dei rifiuti solidi urbani raccolta in maniera differenziata sul territorio dei 18 comuni serviti dal gestore ALA. Costruito e gestito da Asja su concessione di AMGA e ALA, l’impianto tratterà 52mila 400 tonnellate all’anno di rifiuti totali (40mila di FORSU e 12mila 400 di sfalci verdi) e produrrà a regime 4 milioni di metri cubi annui di biometano, utili a soddisfare il fabbisogno di 2mila 857 famiglie, con un risparmio pari a 3mila 280 tonnellate di petrolio.

“Gli impianti di digestione anaerobica per la produzione di biometano e compost sono la soluzione tecnologica più avanzata per il recupero della frazione organica dei rifiuti urbani – afferma Agostino Re Rebaudengo, Presidente di Asja – l’inaugurazione dell’impianto di Legnano oggi è la dimostrazione che possiamo rendere l’Italia energeticamente più indipendente e pulita: produrre biometano e compost e applicare i migliori principi di economia circolare anche ai nostri rifiuti”.

Secondo i dati di Federmetano nel 2020 erano 13 gli impianti a biometano da forsu operativi (con quello di Asja nel frattempo sono diventati 15) per una produzione annua di oltre 160 milioni di metri cubi di gas naturale. Un alleato prezioso nella sfida per la decarbonizzazione del nostro sistema energetico. L’uso in autotrazione del biometano prodotto a livello nazionale, spiega Federmetano, garantisce ad esempio una riduzione della CO2 pari all’85-90% rispetto all’alimentazione a benzina. Ma produrre biometano oggi significa anche contribuire ad affrancare l’Italia e l’intera Ue dalle forniture di gas naturale dalla Russia. Anche per questo nella bozza di piano REPowerEU, presentato nei giorni scorsi dalla Commissione europea per affrancare l’Ue dalle fonti fossili russe, si prevedono misure di stimolo della produzione di biometano, con l’obiettivo di arrivare a 35 miliardi di metri cubi entro il 2030 “grazie alla biomassa sostenibile, come i rifiuti”.

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