Emissioni clima

Clima, in Italia nel 2020 temperature sopra la media e forte siccità

Nell’anno della pandemia caldo da record con temperature climatiche in crescita di +1.54°C. La stagione più calda è stata l’inverno con un picco massimo a febbraio (+2.88°C)

Caldo e siccità, si potrebbe sintetizzare in sole due parole il 2020 italiano, il quinto anno più caldo dal 1961, che ha visto crescere le temperature climatiche di +1.54°C con condizioni di aridità estese a tutto il territorio nazionale, soprattutto nei primi mesi dell’anno. Emergenze che hanno interessato anche i mari, le cui temperature sono cresciute di +0.95°C in un 2020 che si colloca al quarto posto dell’intera serie dal 1961. Questi solo alcuni dei dati emersi dal XVI Rapporto “Gli indicatori del clima in Italia”, realizzato da Ispra in collaborazione con il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente e con le altre reti di osservazione italiane, presentato non a caso mentre alla Cop26 di Gasgow continuano le trattative sui tagli alle emissioni di gas serra e sugli effetti del riscaldamento globale.

Il report conferma che il 2020 su scala globale è stato l’anno più caldo della serie storica con un aumento di +1.44 °C rispetto al valore climatologico del periodo compreso tra il 1961 e 1990, ma è stato anche il ventiquattresimo anno consecutivo con anomalia positiva rispetto al valore normale. Il decennio 2011-2020, allo stesso modo, è stato il più caldo dal 1961. Ad eccezione di ottobre, in tutti i mesi del 2020 le temperature in Italia sono state superiori alla media, con un picco massimo raggiunto nel mese di febbraio di +2.88°C, seguito da agosto con +2.49°C. Dal report, infatti, emerge che la stagione relativamente più calda è stata l’inverno, che con un’anomalia media di +2.36°C, si colloca al secondo posto della serie storica. Un chiaro campanello d’allarme, soprattutto a fronte di un aumento di giorni e notti calde rispetto a una progressiva diminuzione di quelli freddi. E spaventano anche le temperature dei mari, sempre superiori alla media negli ultimi 22 anni – nove degli ultimi dieci anni hanno registrato le anomalie positive più elevate di tutta la serie. Nel 2020 l’aumento delle temperature dei mari ha raggiunto i valori massimi ad agosto (+1.7°C) e a maggio (+1.4°C).

E come se non bastasse, il 2020 è stato anche l’anno della grande siccità, il 23° anno meno piovoso dal 1961. Sull’intero territorio nazionale, i mesi mediamente più secchi sono stati gennaio (-75%) e febbraio (-77%), seguiti da novembre, aprile e maggio, mentre dicembre è stato il mese più piovoso, con un’anomalia di +109%. Scendendo nel dettaglio, al Nord il mese più piovoso si conferma dicembre, con un picco di anomalia positiva di +182%, seguito da ottobre (+69%) e giugno (+50%). Situazione simile al Centro, dove il mese più piovoso si conferma dicembre, con un picco di anomalia positiva di +92%, seguito da giugno (+45%). Sud e Isole, invece, registrano tra i mesi relativamente più piovosi settembre (+67%) e luglio (+58%). In generale, dunque, novembre è stato il mese più secco al Nord (-85%), gennaio al Centro (-69%) e al Sud e Isole (-78%).

Alle piogge si sono alternati poi gli oltre 300 giorni asciutti in diverse aree del territorio nazionale, con punte di 341 giorni a Pescara e a Capo Carbonara (SU). Il numero massimo di giorni asciutti consecutivi nell’anno ha raggiunto i valori più alti nelle Isole, in Sardegna ed in Sicilia (fino a 90 giorni secchi consecutivi), mentre i valori più bassi si sono registrati sulla dorsale appenninica e su Alpi e Prealpi (fino a 20 giorni). E se da un lato il 2020 si è classificato in Italia come l’anno più secco, dall’altro, però, non sono mancati eventi di precipitazione intensa, soprattutto sul fronte Nord-Ovest. I valori più elevati di precipitazione giornaliera sono stati registrati in occasione dell’evento alluvionale di inizio ottobre. Nello specifico, in un’ampia zona del Piemonte settentrionale, il 2 ottobre sono state registrate precipitazioni cumulate giornaliere comprese fra 400 e 500 mm; nella parte occidentale della Liguria e all’estremo confine meridionale del Piemonte si sono superati localmente i 350 mm di precipitazione.

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