Deposito nucleare: «Tempo scaduto»


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Che fine ha fatto la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) ad accogliere il deposito unico delle scorie radioattive? Se lo chiedono in tanti. Se lo chiede l’Ispra, l’istituto superiore di protezione ambientale, che quel dossier l’ha visto, esaminato, corretto e infine validato. Se lo chiede Sogin, che la Carta l’ha redatta, riveduta e che, dallo scorso agosto, attende dai Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente il nulla osta per la sua pubblicazione. Se lo chiede anche l’Europa, che nei giorni scorsi ha annunciato di essere sul punto di aprire una nuova procedura d’infrazione ai danni dell’Italia per non aver ancora adottato un programma nazionale di gestione dei rifiuti radioattivi.

L’Italia avrebbe dovuto mettere a punto il suo programma entro il 31 dicembre del 2014 e successivamente inviare alla Commissione Europea entro il 23 agosto di quest’anno la valutazione ambientale strategica. Nessuno dei due impegni però è stato rispettato, e così Bruxelles ha chiesto spiegazioni fissando un ultimatum al 13 gennaio, mercoledì scorso. Se i chiarimenti siano pervenuti o meno non è ancora dato saperlo. Quel che è certo è che anche se il programma fosse stato adottato per tempo, sarebbe stato in ogni caso monco della sua parte più delicata: quella sullo smaltimento definitivo delle scorie. Perchè l’iter per la localizzazione, costruzione e gestione del futuro deposito nazionale dei rifiuti radioattivi è da mesi ormai fermo al palo. A sbloccarlo avrebbe dovuto pensarci il Governo, che invece ha scelto la via del silenzio e dell’attendismo.

«Tempo scaduto: il governo tiri fuori la mappa dei possibili siti per il deposito nucleare che giace nei cassetti dei Ministeri competenti da mesi, altrimenti sarà inevitabile l’apertura anche di una procedura di infrazione da parte della Commissione europea – scrive il responsabile energia di Green Italia Francesco Ferrante – i cittadini hanno il diritto di vedere la Cnapi. Il ministro Guidi non può più continuare a tenere all’oscuro i cittadini, occorre subito fare chiarezza». Sui motivi dell’impasse di Palazzo Chigi Ferrante non ha dubbi: il governo teme che la pubblicazione della Cnapi possa scatenare sommosse popolari da nord a sud della Penisola. «La ‘melina’ di Guidi e Galletti, ma anche del Presidente del Consiglio – scrive Ferrante – ha evidenti motivazioni di calcolo elettoralistico, perché il governo non può pensare di scavalcare i prossimi appuntamenti col voto, facendo girare al buio la ‘roulette’ del deposito nucleare. Il nulla osta dei ministri competenti darà il via alla fase della consultazione pubblica, dunque occorre mettere rapidamente i territori in condizione di discutere su fatti concreti».

Uno stallo, quello sul programma nazionale e sulla pubblicazione della Cnapi, direttamente connesso ad un altro impegno evaso dal governo in materia di gestione dei rifiuti radioattivi: la nomina dei vertici dell’Ispettorato per la sicurezza nucleare (Isin), costituitosi formalmente nell’ottobre del 2014 ma mai divenuto operativo. E anche Sogin, la controllata di Stato responsabile dello smantellamento delle centrali nucleari italiane e della gestione del futuro deposito nazionale, attende l’intervento di Palazzo Chigi dopo il terremoto che nei mesi scorsi ha scosso i suoi vertici. «Palazzo Chigi si assuma le sue responsabilità, nomini chi deve nominare con un mandato chiaro – conclude Ferrante – si faccia in fretta e con cura, e con la dovuta attenzione alla costruzione del consenso sul territorio, senza azzerare tutto e tornare alla casella di partenza. Abbiamo perso già sin troppo tempo».

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