Istat, cresce la differenziata ma per le famiglie costi di gestione troppo elevati


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500 chili per abitante, raccolti per poco più della metà in maniera differenziata, con profonde differenze tra Nord, Centro e Sud. Questa l’istantanea dell’Italia dei rifiuti nel 2016 scattata dall’Istat. Sono 496,7 per la precisione i kg pro capite di pattume generati da ogni italiano nell’anno analizzato dall’Istituto di statistica. E se a livello nazionale la percentuale di raccolta differenziata risulta aumentata di +5 punti percentuali sull’anno precedente fino a raggiungere il 52,5%, restano ancora profonde le differenze tra le varie aree del Paese. Se nel Nord-est si rileva la percentuale maggiore di raccolta differenziata, un 66,6% che rispetta l’obiettivo del 65% al 2012 previsto dalla normativa nazionale, molto distanti risultano invece il Centro, il Sud e le Isole dove la raccolta differenziata si attesta rispettivamente al 48,6%, 43,3% e 26,0%.

Secondo Istat, le regioni che mostrano le percentuali più basse sia di rifiuti urbani differenziati sia di famiglie che dichiarano di differenziare i rifiuti sono la Sicilia e il Molise, probabilmente, ipotizzano i ricercatori, per una scarsa diffusione dei servizi di raccolta differenziata tra cui anche il porta a porta. Ciononostante, spiega l’Istat, rispetto al 1998 (anno delle prime rilevazioni) si stimano notevoli incrementi nella percentuale di famiglie che dichiarano di effettuare “sempre” la differenziazione di tutti i tipi di rifiuti considerati, per effetto sia dei provvedimenti normativi sia di una crescente sensibilità ambientale. Se si restringe l’analisi all’ultimo quinquennio, ad esempio, si passa dal 75,0% delle famiglie che dichiarano di differenziare i contenitori in plastica nel 2012 all’85,0% nel 2017. Anche la raccolta differenziata quotidiana dei contenitori in alluminio coinvolge una quota crescente di famiglie, passando dal 68,1% del 2012 al 74,6% del 2017, mentre peri i contenitori in vetro le famiglie che differenziano sono passate dal 79,9% nel 2012 all’84,1% nel 2017. Simile l’andamento della carta differenziata con continuità nel 79,1% dei casi nel 2012, raggiunge l’84,8% nel 2017.

All’impegno crescente delle famiglie nel separare correttamente i propri rifiuti, però, fanno da contraltare i mal di pancia per un costo di gestione ritenuto spesso troppo elevato. A pensarla così, secondo Istat, sarebbe il 69,9% delle famiglie, mentre il 25,6% lo definisce adeguato e solo lo 0,7% basso. Curiosamente, il costo della raccolta dei rifiuti è giudicato elevato dall’87% delle famiglie in Sicilia, fanalino di coda nazionale della raccolta differenziata. E se la raccolta separata risulta sempre più diffusa nei comuni capoluogo, 32 dei quali hanno superato il 65% con il porta a porta diffuso nel 93% dei casi, resta ancora scarso il ricorso a modalità di raccolta funzionali all’applicazione della tariffa puntuale: solo il 28% circa dei comuni le utilizza, soprattutto al Centro-Nord.

 

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