Parma, Iren punta sulla selezione spinta della differenziata

Inaugurato l’impianto ReCap per la selezione spinta di 135mila tonnellate annue di rifiuti in carta e plastica da raccolta differenziata. Obiettivo: minimizzare le impurità per massimizzare la resa delle frazioni da avviare a riciclo

Due nuove linee di lavorazione con una capacità complessiva di 135mila tonnellate annue per selezionare e avviare a riciclo i rifiuti in carta e plastica provenienti dalle raccolte differenziate dei Comuni dell’Emilia-Romagna occidentale. È stato ribattezzato ReCap il nuovo impianto inaugurato da Iren nel polo ambientale di Parma. Un investimento da 24,6 milioni di euro, grazie al quale la multiutility internalizzerà le attività di trattamento in passato svolte da aziende terze, puntando sull’automazione per massimizzare la capacità di selezione delle frazioni secche raccolte separatamente dai cittadini o prelevate nei circuiti commerciali e industriali delle province di Parma, Piacenza e Reggio-Emilia. “Mettiamo un altro tassello alla strategia sull’economia circolare del Gruppo Iren” commenta Eugenio Bertolini, amministratore delegato di Iren Ambiente.

“L’impianto è costruito per trattare 100mila tonnellate di carta e 35mila di plastica – spiega Gianni Vittorio Armani, amministratore delegato del Gruppo Iren – con flessibilità, visto che le catene di gestione possono adattarsi giorno per giorno al tipo di rifiuto in ingresso” assecondando quindi anche gli andamenti del mercato del recupero e le eventuali evoluzioni dell’accordo quadro ANCI-CONAI. L’obiettivo è puntare a un livello spinto di selezione e alla minimizzazione delle frazioni estranee nei flussi selezionati, grazie a un mix ad alta robotizzazione fatto di selettori magnetici e a correnti indotte (per separare i metalli), balistici e ottici, questi ultimi installati per il recupero diretto dei polimeri plastici a più alto valore e di vari materiali cellulosici. “Poi ovviamente c’è il controllo umano sul prodotto finito in uscita” aggiunge Armani. La parola d’ordine insomma è qualità. Minimizzare la presenza di impurità per massimizzare la resa, anche economica, dei materiali differenziati, lasciando al massimo un 20% di scarto, garantisce l’azienda.

I rifiuti in plastica selezionati e pressati in balle con una bassa presenza di frazioni estranee verranno avviati ad un’ulteriore separazione per polimero in impianti CSS (centri di selezione secondaria) convenzionati con il consorzio di filiera Corepla e di lì venduti all’asta alle imprese del riciclo. Per carta e cartone, invece, l’impianto è in grado di produrre materie prime seconde da avviare direttamente alle cartiere: i materiali da imballaggio verranno ceduti o messi all’asta dal consorzio Comieco mentre la sola carta grafica potrà essere venduta da Iren sul libero mercato alle industrie cartarie. “Attraverso accordi con gli utilizzatori – dice Bertolini – potremo anche contribuire a dare stabilità a un mercato che negli ultimi anni ha avuto grossi problemi”. I restanti flussi, come i metalli, saranno valorizzati attraverso i consorzi di filiera del sistema Conai o venduti direttamente a operatori di mercato, mentre gli scarti, chiarisce Iren, saranno avviati al termovalorizzatore presente nel polo impiantistico o a impianti di recupero di energia esterni o, qualora non fosse possibile il recupero, avviati allo smaltimento.

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