PFU, in otto anni rimosse oltre 22mila tonnellate di pneumatici abbandonati

Contrastare il crimine ambientale con le armi dell’economia circolare. Dossena: «Aiutare autorità e cittadinanza a disinnescare meccanismi che affliggono la liceità»

«I roghi sono diminuiti nell’ultimo anno del 35%. Ci avviamo verso il 40% di riduzione, ma è un risultato che può essere significativo per me, come dato da presentare al Ministero, ma non lo è affatto per la popolazione. Basta un incendio di rifiuti per dire che le cose non funzionano» spiega Filippo Romano, prefetto per la Terra dei Fuochi. “Terra dei Fuochi, Terra del nero, Terra dell’illegalità”: sono tanti gli appellativi che connotano la Campania, da anni teatro di abbandono dei rifiuti, o peggio ancora, di roghi tossici. E quando a bruciare sono i PFU, gli pneumatici a fine vita, il fumo denso disperde nell’aria sostanze nocive, mettendo a repentaglio la salute umana e, ovviamente, anche la qualità dell’ambiente.

«Molto spesso il reato ambientale è il prodromo di un di un reato fiscale. Aziende che operano in concorrenza sleale, senza denunciare le attività di cui sono protagoniste, si trovano poi con quantità di rifiuti che non possono dichiarare. Ed ecco che nasce il fenomeno dell’abbandono» dichiara Federico Dossena, direttore generale Ecopneus.

Ed è proprio per scongiurare il rischio di vere e proprie catastrofi che entra in gioco Ecopneus, principale consorzio di filiera italiano, che all’attività ordinaria svolta in regione ha affiancato dal 2013 attività straordinarie di raccolta dei pneumatici abbandonati in natura o ai bordi delle strade, trasformandoli da potenziale innesco di roghi tossici in nuove risorse per le filiere del recupero. Il tutto nell’ambito del protocollo siglato con l’allora Ministero dell’Ambiente, insieme all’incaricato dal Ministero degli Interni per la Terra dei Fuochi e alle Prefetture dei Comuni di Napoli e Caserta. In otto anni sono state rimosse oltre 22mila tonnellate di PFU abbandonati.

«Questo tipo di intervento, che vede il privato cooperare con il pubblico, è finalizzato anche a sviluppare una conoscenza e una comunicazione verso il cittadino degli effettivi vantaggi derivanti dal rifiuto, che se correttamente recuperato può favorire il cittadino stesso» aggiunge Federico Dossena, direttore generale Ecopneus.

Contrastare il crimine ambientale con le armi dell’economia circolare. E con un modello basato sulla piena sinergia tra pubblico e privato, tra operatori di mercato e istituzioni nazionali e locali. «Il tema è culturale, normativo e strettamente legato a una salda sinergia pubblico-privata tra gli enti territoriali e i sistemi collettivi che rappresentano il modello di responsabilità estesa del produttore. Quindi, è previsto un intervento diretto dell’impresa che si occupa del fine vita del proprio prodotto in piena sinergia con l’ente territoriale» dichiara Ilde Gaudiello, Ministero della Transizione Ecologica.

Con il Protocollo sono stati raggiunti risultati che confermano la validità di un sistema che ha portato negli anni benefici concreti alla collettività e all’ambiente, promuovendo un sempre maggiore impiego della gomma riciclata in tante applicazioni utili per la vita quotidiana, dagli asfalti durevoli per strade sempre più silenziose, ai parchi giochi con pavimentazioni antitrauma, fino ai campi da equitazione e da calcio con superfici ammortizzanti. «Dalla gestione di oltre 6mila tonnellate di pneumatici fuori uso ad opera di Ecopneus è stato realizzato ex novo un campo di calcio a Scampia» spiega Raffaele Del Giudice, presidente ATO Napoli 1.

Benefici che rischiano di essere vanificati da chi vede nella strada dell’illegalità la soluzione più rapida ed economica per disfarsi dei propri rifiuti. Serve un’inversione di marcia che sia anche culturale, e che faccia del cittadino il vero protagonista della transizione verde, con processi partecipativi che ne favoriscano il coinvolgimento attivo. Perché la lotta al crimine ambientale passa soprattutto attraverso una maggiore consapevolezza. «L’obiettivo è quello di cercare di aiutare le autorità e ovviamente la cittadinanza a disinnescare quei meccanismi che affliggono la liceità dei comportamenti» spiega in chiusura Federico Dossena, direttore generale Ecopneus.

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