Roghi, a fuoco lo Stir di Santa Maria Capua Vetere


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Con l’incendio allo Stir di Santa Maria Capua Vetere, il quarto in pochi mesi in Campania, siamo al punto di non ritorno. Come Ministro dell’Ambiente mi sono sentito con altri colleghi, e ho sentito anche sull’argomento il premier, perché è necessario che il Governo intervenga nel suo insieme con forza e vigoria“. Queste sono le parole del ministro dell’Ambiente Sergio Costa che poche ore fa è arrivato a Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta.

Questa volta a bruciare non è un impianto di stoccaggio. La notte del primo novembre, le fiamme sono divampate nello Stir di Santa Maria Capua Vetere, l’impianto di tritovagliatura e imballaggio della frazione indifferenziata dei rifiuti. L’allarme è scattato intorno alle 20 quando due signore che fungono da guardiani al sito gestito dalla Gisec, la società della Provincia di Caserta che gestisce lo Stir, hanno sentito l’odore acre del fumo provenire dalla fossa di ricezione.

Solo qualche giorno fa, il 26 ottobre, a bruciare era un impianto di stoccaggio di Marcianise, la Lea srl, che in linea d’aria dista solo qualche chilometro dallo Stir di Santa Maria Capua Vetere. Il  23 agosto scorso era toccato allo Stir di Casalduni. Il 25 luglio, invece, un altro incendio si  è sviluppato nell’impianto di selezione del multimateriale Di Gennaro di Caivano. Ancor prima era toccato allo Stir di Battipaglia, in provincia di Salerno.

Il vice premier Luigi Di Maio ha affidato a Facebook i suoi pensieri annunciando un Consiglio dei ministri tra le provincie di Napoli e Caserta. “Ieri sera – scrive Di Maio – c’è stato un altro incendio in un depositi di rifiuti della Terra dei Fuochi. E’ il quarto o quinto dall’estate in Campania. Si tratta di incendi dolosi e dietro c’è una strategica. Il fenomeno della Terra dei Fuochi sta cambiando. Prima c’erano incendi singoli o sporadici; ora sono organizzati nei depositi di rifiuti. Non oso immaginare cosa portano dentro gli impianti prima di incendiarli… Mi accuseranno di complottismo ma noi queste dinamiche le conosciamo bene“.

Siamo sotto attacco – aveva scritto su facebook il ministro dell’Ambiente Sergio Costa -. Il territorio lo è. Tutti noi cittadini lo siamo. Un altro incendio, sempre più grande, sempre nello stesso territorio. E sempre in un impianto di stoccaggio di rifiuti. Quello che abbiamo ipotizzato e che abbiamo cercato di fermare mettendo i siti in una lista ad hoc, di siti sensibili, presso le prefetture, come sorvegliati speciali, ecco non basta. C’è una precisa strategia criminale in atto ed è arrivato il momento che non solo il Ministero dell’Ambiente scenda in campo, come ha fatto dal primo giorno e continuerà a fare ogni giorno, ma tutto il governo sia presente con tutti gli strumenti a disposizione“.

Il ministro Costa sostiene sia il “caso di accelerare sulla realizzazione degli impianti” ma soprattutto “mi aspetto, e lo chiedo con grande chiarezza, che la Regione, cui compete la gestione dei ciclo integrato dei rifiuti, faccia la sua parte. Non accuso nessuno, ma credo che sia necessario che i vari step in cui si articola la filiera delle gestione dei rifiuti siano monitorati, perché se ci sono delle gestioni ci sono dei vantaggi, che devono essere giusti, e non devono essere illegali“.

Solo qualche giorno fa, lo stesso ministro Costa, in Prefettura a Caserta aveva ribadito che  i prefetti stanno lavorando per formare una banca dati di tutti i siti  a rischio. Oggi, Costa ha visitato lo Stir e ha dichiarato che “se qualche criminale ritiene di mettere in ginocchio lo Stato ha sbagliato palazzo. Non lo consentiremo. La camorra fa schifo e fanno schifo tutti quelli che aiutano la camorra. Ma non ci inginocchiamo, non si torna indietro all’emergenza di 20 anni fa“.

 

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