Termovalorizzatori, la Sicilia avrà due nuovi impianti

Dovrebbero sorgere a Gela e a Catania i due nuovi impianti di recupero energetico al servizio della Sicilia. Musumeci: “Così ci liberiamo dalla schiavitù delle discariche”

Non solo Roma. Anche la Sicilia punta sul recupero energetico per dire addio alle discariche. Che nella regione fanalino di coda in Italia per raccolta differenziata, l’unica ancora al di sotto del 50% con il suo 42,3%, nel 2020 hanno fagocitato un milione 267mila tonnellate di rifiuti urbani, pari al 57% del totale prodotto. Ovvero quasi sei volte il limite massimo del 10% che l’Europa chiede di raggiungere entro il 2035. Se a Roma siamo solo alla dichiarazione d’intenti, per quanto fragorosa, del sindaco Roberto Gualtieri, in Sicilia invece il processo è già in fase avanzata, come comunicato nei giorni scorsi dal presidente della Regione Nello Musumeci. “Dopo il bando pubblicato lo scorso anno – ha detto – abbiamo ricevuto sette proposte. Il nucleo di valutazione ha verbalizzato l’idoneità di due progetti, uno per la Sicilia occidentale e uno per la Sicilia orientale”.

L’impianto al servizio dell’area ovest dell’isola dovrebbe costare circa 647 milioni di euro e secondo indiscrezioni sorgerà nell’area industriale di Gela, con una capacità di trattamento da 400mila tonnellate annue. Il secondo impianto dovrebbe vedere la luce a Catania, con una capacità di trattamento leggermente superiore, pari a 450mila tonnellate annue, per una spesa di circa 400 milioni di euro. “Ora predisporremo il bando, visto che abbiamo scelto di seguire la procedura del ‘project financing’, chiedendo quindi il coinvolgimento del privato”. Al bando parteciperanno naturalmente anche le imprese che hanno proposto i progetti selezionati, alle quali sarà garantito il diritto di prelazione, ovvero la possibilità di aggiudicarsi l’appalto a parità di offerta con una o più imprese concorrenti.

I lavori per il termovalorizzatore di Gela dovrebbero impiegare 36 mesi, mentre per la costruzione dell’impianto di Catania ne occorreranno 48. Se tutto va bene, insomma, nel 2026 grazie al combinato disposto tra la nuova capacità di recupero energetico e l’auspicabile incremento della raccolta differenziata, la Sicilia potrebbe riuscire a chiudere definitivamente il capitolo discariche, allineandosi per tempo all’obiettivo di riduzione dei conferimenti fissato dall’Europa al 2035.”Siamo convinti – ha detto Musumeci – sia questa la soluzione, insieme all’aumento della raccolta differenziata. Tutto quello che rimane dalla differenziata va nel termovalorizzatore e produce energia. Così ci liberiamo dalla schiavitù delle discariche”.

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