Economia circolare: ecco il nuovo pacchetto UE


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Nuovi target di riciclo, un giro di vite sui conferimenti in discarica, un piano di iniziative per migliorare la riciclabilità dei prodotti ed aumentare l’utilizzo di materia riciclata nella produzione di nuovi beni di consumo. Sono queste le misure chiave contenute nel pacchetto sull’economia circolare adottato oggi dalla Commissione Europea e presentato al parlamento di Bruxelles.

Il pacchetto messo a punto dall’Esecutivo guidato da Jean Claude Juncker, che per attuarlo si avvarrà di fondi per 6 miliardi di euro (650 dal progetto Horizon 2020 e 5,5 miliardi in fondi strutturali), prevede, accanto a quattro nuove direttive sulla gestione dei rifiuti, un piano d’azione per l’adozione di misure specifiche a supporto del mercato delle materie riciclate, dell’innovazione tecnologica nella gestione dei rifiuti e della progettazione eco compatibile dei prodotti, assieme, tra l’altro, ad una strategia per ridurre l’inquinamento da rifiuti plastici negli ecosistemi marini e ad un piano per contrastare lo spreco alimentare. Misure che, spiega la Commissione, saranno messe in campo nel corso del mandato. Per il momento, dunque, poco più che un elenco di buoni propositi.

«Attraverso un maggior ricorso al riciclaggio e al riutilizzo, le azioni proposte costituiscono “l’anello mancante” nel ciclo di vita dei prodotti – ha spiegato la Commissione – a beneficio sia dell’ambiente che dell’economia. Si trarrà così il massimo valore e il massimo uso da materie prime, prodotti e rifiuti, promuovendo risparmi di energia e riducendo le emissioni di gas a effetto serra».

Il pacchetto contiene quattro proposte di direttiva che vanno a modificare il quadro normativo comunitario in tema di gestione dei rifiuti. Stando alle proposte elaborate dalla Commissione, entro il 2030 gli Stati membri dovranno raggiungere un obiettivo del 65% di riciclo dei rifiuti urbani e del 75% degli imballaggi, riducendo al tempo stesso al 10% il tetto massimo dei conferimenti in discarica. Discorso a parte per Estonia, Grecia, Croazia, Lettonia, Malta, Romania e Slovacchia che potranno chiedere una proroga di cinque anni, beneficiando nel contempo di un limite massimo “agevolato” ai conferimenti in discarica pari al 20% entro il 2030. Per tutti gli Stati membri la Commissione ha fissato specifici target di riciclo degli imballaggi differenziati per materiale: entro il 2025 ogni Stato dovrà riciclare almeno il 65% dei suoi rifiuti da imballaggio e, nello specifico, il 55% della plastica, il 60% del legno, il 75% dell’acciaio, dell’alluminio, del vetro e della carta. Entro il 2030, invece, il target da raggiungere dovrà essere quello del 75%, con un obiettivo del 75% per gli imballaggi in legno e dell’85% per quelli in acciaio, alluminio, vetro, carta e cartone. Le nuove proposte investono anche i rifiuti da costruzione e demolizione, per i quali ogni Stato dovrà raggiungere un target di riuso, riciclo e ricomposizione ambientale del 70% entro il 2020. Nessun target di riduzione è invece stato adottato per il conferimento dei rifiuti in impianti di incenerimento o termovalorizzazione, nè tanto meno sono stati fissati obiettivi per la raccolta differenziata dei rifiuti organici. Entro la fine di dicembre, ha poi comunicato la Commissione, sarà presentato un piano di lavoro sull’ecodesign, con l’obiettivo di introdurre standard di qualità rispetto alla progettazione dei beni di consumo ed alla loro durabilità, riciclabilità e riparabilità. A partire da monitor e display, ai quali sarà dedicato un apposito provvedimento.

Il pacchetto, messo a punto da un gruppo di lavoro guidato tra gli altri dal vicepresidente Frans Timmermans e dal Commissario all’Ambiente Karmenu Vella è stato presentato al Parlamento europeo ad un anno esatto di distanza dalla contestatissima decisione di cestinare le proposte di direttiva “Verso un’economia circolare” presentate all’assemblea nel luglio 2014 dall’ex commissario Jose Manuel Barroso e che contenevano, tra le varie misure, il raggiungimento del 70% di riciclo dei rifiuti urbani e dell’80% di imballaggi entro il 2030, unitamente al divieto di conferire in discarica materia riciclabile a partire dal 2025. Misure che gli attuali Commissari, nel cestinarle, avevano bollato come troppo appiattite sul solo tema della gestione dei rifiuti. «Per poter realizzare il passaggio a un’economia circolare – spiega invece la Commissione – occorre intervenire in tutte le fasi della catena del valore: dall’estrazione delle materie prime alla progettazione dei materiali e dei prodotti, dalla produzione alla distribuzione e al consumo dei beni, dai regimi di riparazione, rifabbricazione e riutilizzo, dalla gestione e al riciclaggio dei rifiuti».

Secondo le stime della Commissione, un modello circolare di economia garantirebbe entro il 2025 un risparmio del 14% di materie prime per l’industria europea (a parità di produzione) con benefici economici stimabili nell’ordine dei 600 miliardi di euro, spingendo al tempo stesso il Pil dell’eurozona verso un aumento dell’1% entro il 2030 e creando 2 milioni di posti di lavoro.

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