Raee, ecco la corretta applicazione del nuovo regolamento sui raggruppamenti

di Luigi Palumbo 15/05/2023

Dopo la segnalazione di un refuso, e nell’attesa di un intervento correttivo del Ministero, il Centro di Coordinamento Raee interviene con una interpretazione applicativa per guidare alla corretta lettura del decreto con l’aggiornamento dei raggruppamenti per la raccolta differenziata dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Longoni: “Provvedimento fondamentale per ridurre la dispersione dei Raee”. Ma l’attesa è durata quasi cinque anni


Dopo cinque lunghi anni d’incertezza, che potrebbero aver contribuito a tenere l’Italia lontana dai target vincolanti dell’Ue, la pubblicazione del regolamento aggiornato per la classificazione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche sembrava aver messo la parola fine alla vicenda. Poi, dopo l’attesa, la beffa. Perché nel testo del decreto del Ministero dell’Ambiente, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 20 aprile, c’è un refuso. E quel refuso rischia di vanificare tutto. Non solo il regolamento e la sua corretta applicazione, ma anche cinque anni di appelli degli operatori per una disciplina che riportasse chiarezza e certezza in un settore strategico come quello della gestione dei rifiuti tecnologici. Motivo per cui, nell’attesa di un provvedimento correttivo e d’intesa con lo stesso dicastero, il Centro di Coordinamento Raee ha elaborato e reso disponibile una interpretazione applicativa del testo, per guidare gli operatori alla corretta lettura della disciplina e chiarire una volta per tutte la suddivisione dei Raee domestici nei cinque raggruppamenti in cui è organizzata la raccolta differenziata.

Un provvedimento solo all’apparenza formale, ma che in realtà avrà rilevanza “sostanziale per l’intero sistema Raee – commenta Fabrizio Longoni, direttore generale del Centro di Coordinamento Raee – che, a ragione, potrà favorire l’incremento della raccolta riducendo, nei fatti, il fenomeno della dispersione dei Raee”. Classificare correttamente i Raee significa infatti da un lato censirli, quindi rendicontarli ai fini del confronto con i target dell’Ue, e dall’altro fare in modo che vengano trattati negli impianti più adeguati, a seconda della natura della singola apparecchiatura a fine vita. Peccato che il decreto sia arrivato con quasi cinque anni di ritardo e solo “dopo numerose e, finora, inascoltate richieste e sollecitazioni provenienti da più soggetti della filiera” sottolinea Longoni. Per di più, con un vizio di forma segnalato dallo stesso Ministero sul proprio portale web.

Il provvedimento, entrato formalmente in vigore lo scorso 5 maggio, era atteso dall’agosto del 2018, ovvero dall’avvio del cosiddetto regime ‘open scope’, il campo di applicazione aperto che aveva ampliato la gamma delle apparecchiature elettriche (o Aee) che giunte a fine vita devono essere considerate Raee, portando da dieci a sei le categorie di Aee e facendo saltare il meccanismo di ‘transcodifica’ che fino ad allora era servito a ripartirle nei cinque raggruppamenti Raee definiti dal legislatore nel 2007. Un vuoto normativo che negli ultimi cinque anni ha messo in seria difficoltà i gestori pubblici e privati dei centri di raccolta, ma anche i responsabili dei luoghi di raggruppamento della grande distribuzione e gli installatori, posti di fronte alla impossibilità di attribuire in maniera certa a uno dei cinque raggruppamenti Raee molte delle nuove apparecchiature a fine vita, come pompe di calore, asciugatrici o stufe elettriche. In assenza di indicazioni chiare è probabile che in questi anni non pochi Raee siano stati classificati come rottame o come rifiuto ingombrante, sfuggendo di fatto al monitoraggio del sistema ufficiale.

Uno stato di cose che il nuovo regolamento, alla luce del refuso segnalato dal Ministero, avrebbe sanato solo in parte. Da qui la centralità della nota interpretativa del CdC Raee. “Il Centro di Coordinamento Raee – sottolinea Longoni – auspica che questo nuovo strumento normativo, corredato della propria nota interpretativa, possa costituire il punto di partenza della corsa al raggiungimento dei target europei”, che al momento restano lontani di oltre trenta punti. Secondo il CdC Raee, infatti, a fronte di un obiettivo vincolante del 65%, calcolato come rapporto tra le quantità raccolte in un anno e l’immesso a consumo nel triennio precedente, nel 2021 abbiamo toccato il 34,56%, in caduta libera rispetto al 36,8% del 2020 e al 39,5% del 2019.

Venendo al dettaglio delle modifiche introdotte dal decreto, nell’interpretazione applicativa del Centro di Coordinamento Raee, al Raggruppamento 1 (freddo e clima) vengono aggiunti anche pompe di calore, radiatori ad olio ed asciugatrici. Dal Raggruppamento 2 (grandi bianchi) sono invece esclusi le apparecchiature elettriche di riscaldamento e i grandi elettrodomestici utilizzati per riscaldare stanze, letti e mobili, quali ad esempio stufe a pellet e caldaie. Il Raggruppamento 3 (tv e monitor) è esteso a tutte le apparecchiature con schermo con superficie superiore a 100 cm2, incluse cornici digitali, tablet e notebook. Il Raggruppamento 4 (elettronica di consumo e piccoli elettrodomestici) che resta il più ampio e che era quello segnato dal refuso rilevato dal Ministero, secondo le indicazioni del CdC dovrà raccogliere tutto ciò che non è incluso negli altri raggruppamenti, incluse le stufe e elettriche e le apparecchiature per il riscaldamento escluse dal raggruppamento 2. Una speciale sezione di questo raggruppamento resta dedicata ai pannelli fotovoltaici. Confermata invece la struttura del Raggruppamento 5 (sorgenti luminose) dedicato a tubi e lampade. “Ora è finalmente possibile comunicare dove collocare in maniera corretta tutti i nuovi rifiuti elettronici – commenta Longoni – le esigenze di informazione di chi effettua le attività di raccolta trovano una risposta e ci si aspetta che gli attori pubblici e privati del settore adottino comportamenti proattivi che offrano concreti sbocchi a chi detiene tutti quei Raee che oramai da anni sono entrati a far parte del novero delle apparecchiature elettriche ed elettroniche”.

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