pile

Gli italiani consumano sempre meno pile usa e getta

Secondo il Centro di Coordinamento nazionale nel 2021 le quantità di pile e accumulatori raccolte e avviate a trattamento sono calate del 7,5% per effetto delle mutate abitudini di consumo tecnologico degli italiani, sempre più orientati all’acquisto di device alimentati da accumulatori ricaricabili

Cresce la raccolta degli accumulatori industriali, mentre cala quella delle pile usa e getta, sempre più sostituite da device tecnologici con batterie ricaricabili. Sono i trend che emergono dall’ultimo rapporto annuale del Centro di Coordinamento Nazionale per la raccolta di pile e accumulatori, secondo cui nel 2021 in Italia sono state raccolte e avviate a corretto trattamento 10mila 250 tonnellate di pile e accumulatori portatili, in calo del 7,5% rispetto all’anno precedente, complici le mutate abitudini di consumo degli italiani, sempre più orientati all’acquisto di dispositivi alimentati da batterie ricaricabili.

“La pila usa e getta ha un ciclo di vita molto breve perché una volta esaurita diviene subito un rifiuto mentre gli accumulatori possono essere ricaricati centinaia di volte e quindi possono essere utilizzati per anni prima di dover essere riciclati. – spiega il Presidente del CDCNPA, Giuliano Maddalena – Lo smartworking e la didattica a distanza hanno amplificato questo fenomeno facendo espandere il mercato dell’elettronica di consumo. Il maggiore utilizzo degli accumulatori riduce quindi la quantità di rifiuti effettivamente disponibili per la raccolta, nonostante la rete sia sempre più capillare ed efficace”.

In leggero aumento invece le quantità di accumulatori industriali e per veicoli, che nel 2021 hanno raggiunto quota 156mila 722 tonnellate, in aumento di circa mille tonnellate sull’anno precedente. L’85% della raccolta, spiega il CDCNPA, è rappresentato da batterie per l’avviamento di veicoli, mentre il 15% è costituito da accumulatori industriali, compresi quelli presenti nelle auto elettriche o ibride. Un dato “inevitabilmente destinato a crescere” commenta il Centro di Coordinamento. In crescita anche i luoghi di raccolta iscritti al CDCNPA, che nel corso del 2021 sono passati da 10.952 a 11.296.

“Lo scenario del consumo di pile e accumulatori e di conseguenza delle metodologie operative per garantirne il corretto riciclo è in una fase di cambiamento significativo. Nei prossimi anni i sistemi di gestione dei produttori ed il Centro di Coordinamento continueranno il loro lavoro consapevoli del fatto che l’Unione Europea ci porrà obiettivi sempre più ambiziosi, primi fra tutti quelli contenuti nel Regolamento UE attualmente in discussione. non ci faremo trovare impreparati – ha concluso Maddalena – e continueremo a collaborare con le Istituzioni nazionali per dare nuova vita ai materiali contenuti nelle batterie“.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *