Inerti da riciclo, così i porti diventano volano di circolarità

Siglato l’accordo tra ANPAR e ASSOPORTI per promuovere l’utilizzo di aggregati riciclati nelle opere edili da realizzare all’interno degli hub portuali italiani. Barberi: “Porre le autorità portuali all’avanguardia sul fronte dell’economia circolare”

Fare delle attività di costruzione da realizzare negli hub portuali italiani un volano per la diffusione di buone pratiche di economia circolare. Questo l’obiettivo dell’accordo siglato oggi tra ANPAR, l’associazione nazionale di produttori di aggregati riciclati, e ASSOPORTi, l’associazione delle autorità di sistema portuale. Un’intesa che impegnerà ANPAR a mettere a disposizione delle autorità di porto “le competenze tecniche delle proprie aziende per facilitare la comprensione delle possibilità e dei vantaggi derivanti dall’utilizzo di materiali provenienti da trattamenti di recupero e riciclo, nonché nell’identificazione di possibili soluzioni concrete, con specifico riferimento agli aggregati riciclati provenienti dal trattamento di rifiuti inerti”.

“Si tratta di una partnership strategica – ha evidenziato il Presidente ANPAR – Paolo Barberi – che ha l’obiettivo di promuovere progetti e sviluppare il mercato degli aggregati riciclati all’interno degli hub portuali del Paese, grazie alla condivisione di conoscenze, prodotti, servizi e tecnologie innovative, nonché attraverso un’azione di informazione e formazione che porrà le autorità portuali italiane all’avanguardia tra le grandi stazioni appaltanti europee, nell’attuazione delle politiche di economia circolare”. “L’economia circolare è al centro delle azioni della portualità e con quest’accordo ci auspichiamo di rafforzare questo concetto fornendo una nuova opportunità a tutte le AdSP – ha commentato il Presidente di Assoporti Rodolfo Giampieri, a margine della sottoscrizione – i porti sono importanti infrastrutture del nostro Paese e ci auspichiamo che il documento di oggi favorisca ancora di più il necessario dialogo con incontri tecnici dedicati alla materia”.

L’accordo si inscrive nel quadro delle attività di ANPAR per sensibilizzare le stazioni appaltanti e, più in generale, per diffondere la consapevolezza dei vantaggi economici e ambientali legati all’utilizzo di aggregati derivanti dal riciclo di rifiuti inerti in sostituzione dei materiali vergini da estrazione in cava. Secondo Ispra in Italia nel 2019 sono state generate oltre 70 milioni di tonnellate di rifiuti da demolizione e costruzione, che con un tasso di riciclo del 78,1% si collocano al di sopra del target europeo vincolante del 70% da raggiungere entro il 2020. Materiali che, tuttavia, ancora stentano a trovare impieghi ‘nobili’, essendo per la maggior parte impiegati nella realizzazione di opere di riempimento o di sottofondi stradali. l’obiettivo di ANPAR è da sempre quello di promuoverne modalità di applicazione più avanzate.

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