Rottame, Assofermet: “Stretta all’export è misura incomprensibile”

Per Assofermet la stretta del governo sulle esportazioni di rottame verso Paesi extra Ue è “incomprensibile”. La quota esportata dall’Italia “è ininfluente”, scrive l’associazione in una nota, domandandosi: “Perché a questo punto non limitare anche l’export di acciaio?”

Perché se il rottame è strategico, non dare un giro di vite anche all’export di acciaio, così prezioso per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza? Se lo domanda Assofermet, secondo cui la quota di rottame ferroso esportata dall’Italia verso Paesi extra europei è “ininfluente”, non mette a repentaglio la produzione nazionale di acciaio e non giustifica la stretta disposta dal governo con il decreto legge 21, che ha introdotto nuovi adempimenti burocratici per limitare le spedizioni. L’associazione nazionale dei riciclatori di metalli lo mette nero su bianco in una nota corredata dai dati più recenti sulle movimentazioni. Secondo l’associazione, a fronte di un consumo interno di rottame ferroso che è mediamente nell’ordine di 20 milioni di tonnellate annue “nell’anno 2021 l’export è stato di 393mila tonnellate, quindi inferiore al 2%”, in diminuzione rispetto alle 450mila tonnellate dell’anno precedente, proprio per far fronte alla maggiore domanda di acciaio innescata dalla ripartenza post covid.

Flussi in uscita che insomma non rappresentano una minaccia per la stabilità degli approvvigionamenti della siderurgia, tanto più che la quota di fabbisogno che il mercato nazionale non riesce a coprire può essere soddisfatta “in modo regolare”, scrive Assofermet, dal surplus strutturale di rottame nella Ue. Buona parte delle acciaierie europee, infatti, lavora ancora con il ciclo tradizionale basato su carbone e minerale di ferro, tanto che nel 2020, a fronte di un quantitativo totale di oltre 101 milioni di tonnellate di rottame disponibile sul mercato dell’Ue, solo 77,8 milioni sono stati utilizzati dal comparto siderurgico. Di rottame da comprare, insomma, ce n’è. Nel solo 2021 gli acquisti intracomunitari dell’Italia hanno raggiunto quota 5 milioni 654mila tonnellate, il +15,5% rispetto al 2020, “a fronte della ripresa economica e di una maggiore richiesta da parte dei produttori di acciaio”, scrive Assofermet.

“Si dimostra, quindi, nei numeri – scrive l’associazione dei riciclatori – quanto sia ininfluente la quota di export di
rottame dai confini nazionali
verso i Paesi extra Ue, anche in un contesto come quello attuale, quale il conflitto Russo-Ucraino, che in pochi giorni ha cambiato lo scenario mondiale delle materie prime. Nonostante ciò – scrive l’associazione – si è inteso comunque colpire l’export con una misura incomprensibile, sanzionando amministrativamente l’omessa notifica con un importo spropositato e scrivendo perfino nel testo: ‘Salvo
che il fatto costituisca reato’. Ci si chiede, a questo punto, se anche l’export di acciaio necessario all’attuazione del PNRR dovrebbe essere considerato strategico”, conclude l’associazione.

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