Autodemolizioni, a Modena gli stati generali di Ada

Si è svolta a Modena la seconda edizione dell’ADA Premium Event. Presentato un innovativo sistema di autocontrollo per gli operatori. Calò: “l’impatto della transizione elettrica sarà significativo sul business dell’autodemolizione: occorre rafforzare la responsabilità dei produttori”.

Non poteva che essere la Camera di Commercio di Modena, città nel cuore della motor valley italiana, ad ospitare il ritorno di ADA Premium Event 2022, gli stati generali dell’autodemolizione, organizzati proprio da ADA, associazione più importante della categoria, aderente ad Assoambiente e con circa 250 associati. “I nostri associati intercettano il 35% del mercato – ha spiegato il presidente di ADA Anselmo Calò – sono gli impianti più grandi e strutturati, quelli che meglio possono affrontare la transizione ecologica”. Con circa un milione di tonnellate di rifiuti gestiti ogni anno, 1500 aziende e un numero compreso fra i 5 e 10mila occupati in tutto il Paese, il settore delle autodemolizioni si è concentrato durante gli stati generali principalmente su tre temi, a partire da quello dei controlli. “Perchè siamo convinti che gli impianti debbano funzionare al meglio – ha dichiarato Calò – e per essere al meglio devono essere controllati. Ma non c’è bisogno che il controllo debba venire dall’esterno – ha aggiunto – ognuno di noi può gestire il controllo del proprio impianto”.

Proprio per questo è stato presentato n nuovo strumento di autocontrollo, realizzato da Ecoeuro, riservato ai soci e utilizzabile online. Su questo, si sono espressi coi loro consiglio anche gli organi di controllo, il nucleo investigativo dei Carabinieri, la Guardia di Finanza e l’Arpa Lombardia. “Così facendo i soggetti deputati ai controlli possono fornire informazioni che consentono agli operatori di controllare se stessi. Miglioreremo la qualità degli impianti, che saranno più sicuri dal punto di vista ambientale e del lavoro”. “È un sistema di autocontrollo costituito da una checklist che contiene tutti gli adempimenti amministrativi, operativi e gestionali relativi all’attività di demolizione – ha spiegato il direttore di Ecoeuro Enza Lechiancole – e serve all’impresa per monitorare la propria attività senza incorrere in sanzioni. Contiene una serie di avvisi che avvertono gli operatori nel caso in cui vengano registrati dati non conformi alle norme di settore, come quelle sui limiti degli stoccaggi”.

Altri temi cruciali: la transizione normativa e soprattutto quella ecologica per gli autoveicoli. Ma numerosi spunti sono emersi anche per l’e-commerce dei ricambi, le relative regole europee e la loro tracciabilità. L’attenzione, quindi, è tutta rivolta al futuro, sperando sempre nella costante attenzione da parte delle istituzioni. “Abbiamo tre normative in itinere – ha spiegato Calò – il RenTRi, il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti, il registro elettronico delle radiazioni e la normativa sul commercio elettronico. Ma soprattutto c’è l’appuntamento con il 2035, data entro la quale dovrebbe terminare la vendita di veicoli non elettrici. Siamo molto preoccupati – ha detto Calò – perché riteniamo che il Paese non sia pronto”.

Secondo Calò infatti “i veicoli elettrici a fine vita peseranno meno, avranno meno componenti da vendere per il riutilizzo da parte degli autodemolitori e offriranno meno materiali da recuperare. In tutto stimiamo un 30% in meno di peso del rottame, con azzeramento della vendita per il riuso di motori, cambi e trasmissioni che oggi costituiscono una fonte significativa di fatturato per gli impianti di demolizione. Restano dubbi sulla riutilizzabilità e riciclabilità della batteria, mentre invece appare chiaro che la bonifica del veicolo sarà più semplice e meno dispendiosa. In questo quadro i costi per le attività di demolizione dei veicoli dovrebbero aumentare notevolmente e questo impone un serio ripensamento sulla responsabilità dell’industria automotive per il fine vita dei veicoli. Una questione che a Bruxelles è all’ordine del giorno e di questo ne siamo felici”.

Lo sguardo è tutto rivolto al futuro, sperando nella costante attenzione delle istituzioni. “A livello locale c’è bisogno di maggiore attenzione da parte degli enti deputati al rilascio delle autorizzazioni – ha osservato Calò – c’è troppa lentezza burocratica. Sul piano nazionale alla politica chiediamo invece che il passo della transizione ecologica non sia più lungo della gamba. È stato lo stesso ministro Cingolani a dichiarare che non bisogna correre ma fare le cose con calma. Non sono sicuro – ha spiegato – che la soluzione finale sia l’auto elettrica. Certo, dobbiamo superare la tradizionale auto a motore endotermico, ma dobbiamo soprattutto stare attenti a non finire nelle mani della Cina”.

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