Imballaggi, dal 2016 cresciute del 41% le quantità conferite dai Comuni

Stando all’ultimo rapporto Anci Conai nel 2020 sono state conferite al sistema dei consorzi di filiera 6,8 milioni di tonnellate di rifiuti da imballaggio, in aumento del 40,9% rispetto al 2016

Sono quasi sette i milioni di tonnellate di materiali da imballaggio post consumo raccolti dai gestori del servizio pubblico rifiuti e conferiti nel 2020 al sistema dei consorzi di filiera, stando ai numeri dell’ultimo rapporto Anci Conai. L’anno nero della pandemia ha visto proseguire e consolidarsi il trend di crescita delle quantità gestite dai consorzi, aumentate del 6% su base annua e del 40,9% nell’ultimo quinquennio. In aumento rispetto al 2019 i conferimenti di carta (+19,5%), vetro (+2,5%) e acciaio (+6,1%), mentre diminuiscono alluminio (-7,6%), plastica (- 2,5%), e legno (-5,7%). In particolare, la filiera della carta è quella che ha riportato il maggior incremento dei flussi, in aumento del 63% dal 2016 al 2020. Complessivamente i 6,8 i milioni di tonnellate di imballaggi conferiti al Conai nel 2020 hanno fruttato ai Comuni convenzionati quasi 628 milioni di euro di corrispettivi, in crescita del 4,31% sul 2019. Risultati “frutto senz’altro dell’impegno di tutti i Comuni che, pur nelle mille difficoltà, continuano ad investire e tenere alta l’attenzione sul tema della raccolta dei rifiuti e dell’organizzazione del ciclo integrato”, ha sottolineato il presidente del consiglio nazionale Anci Enzo Bianco.

Nel 2020 la percentuale di raccolta differenziata, si legge nel rapporto, ha toccato il 62,9%, in aumento in tutte le Regioni. In testa il Veneto con il 76,1%, ultima con il 42,3% la Sicilia, che pure ha fatto segnare un incremento di oltre 26 punti percentuali rispetto al 2016. Dall’analisi dei dati su base territoriale emerge che sono ancora le Regioni del Nord-Ovest a fornire il maggior contributo complessivo alla raccolta differenziata per tutte le filiere dei rifiuti da imballaggio conferite al sistema Conai, mentre a livello regionale la raccolta pro capite presenta le performance più elevate in Emilia-Romagna (con 136 kg/ab.) e quelle più basse in Calabria (52 Kg/ab.). Fra le Città metropolitane invece primeggia Firenze (124 kg/ab.), ultima Città di Reggio Calabria (con 31 kg/ab.).

“Le Regioni del Centro-Sud presentano ancora notevoli margini di miglioramento – si legge nel rapporto – questi territori dovranno essere accompagnati con progetti specifici di affiancamento ai Comuni per lo sviluppo di piani concreti per la raccolta differenziata”. Un’attività che vede in prima linea proprio il sistema dei consorzi di filiera. “L’accordo Anci Conai si è arricchito di una serie di strumenti che ci consentono di aiutare i Comuni, soprattutto in forma associata, a riprogettare i servizi di raccolta differenziata” ha spiegato il presidente di Conai Luca Ruini. Ma l’azione dei consorzi punta anche a rafforzare i profili tecnici da mettere al servizio della pubblica amministrazione. “Con le università del Sud – ha spiegato Ruini – abbiamo promosso una serie di corsi dedicati ai cosiddetti ‘green jobs’ proprio per sviluppare le competenze che servono per progettare e gestire in maniera efficiente i servizi di raccolta differenziata”.

Nel frattempo il Ministero della Transizione Ecologica ha pubblicato le prime graduatorie dei progetti che saranno finanziati con i 2,1 i miliardi di euro che il PNRR destina a interventi in materia di gestione rifiuti ed economia circolare, 1,5 dei quali dedicati proprio a Comuni e gestori del servizio pubblico. Più di 4mila le domande di finanziamento presentate. “Con il Piano nazionale di ripresa e resilienza lo Stato ha finalmente investito adeguate risorse per la dotazione impiantistica, carente in particolare nel Mezzogiorno, per ricucire i divari che anche l’IX rapporto Anci Conai certifica” ha sottolineato il sindaco di Lecce Carlo Salvemini, delegato Anci per energia e rifiuti. In occasione della presentazione del rapporto è stata lanciata una nuova sezione ‘Open’ sul portale Anci Conai dalla quale sarà possibile accedere, liberamente e in modo semplice e intuitivo, ai dati di raccolta differenziata e corrispettivi di ciascun Comune. “coerentemente con le più moderne regolamentazioni sull’accesso universale alle informazioni ambientali” ha sottolineato Enzo Bianco.

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