Imballaggi, luci e ombre del regolamento Ue secondo le imprese del waste management

di Redazione Ricicla.tv 26/04/2023

È positivo, sebbene costellato di perplessità, il giudizio delle imprese europee del riciclo e del waste management sulla proposta di regolamento Ue sugli imballaggi. Per Fead e EuRic bene requisiti di riciclabilità e target di contenuto minimo, dubbi invece su sistemi drs e riutilizzo


Bene i nuovi requisiti di riciclabilità e i target di contenuto minimo di materia riciclata nei nuovi prodotti in plastica, tiepido il giudizio sui target vincolanti di riutilizzo e ricarica e sull’istituzione di nuovi sistemi di deposito cauzionale, che potrebbero aprire a derive monopolistiche sul mercato dei materiali riciclati. Sono sostanzialmente positive, anche se costellate di dubbi e criticità, le valutazioni delle imprese europee del riciclo e del waste management sulla proposta di regolamento sugli imballaggi presentata dalla Commissione europea. Nelle rispettive posizioni fatte pervenire a Bruxelles, sia Fead, l’associazione europea dei gestori di rifiuti, che EuRic, sigla che raccoglie le imprese del riciclo, hanno “accolto positivamente” la proposta che, scrive Fead, “riafferma il riciclo come elemento centrale della circolarità” ma che al tempo stesso, chiarisce invece EuRic, “presenta barriere e scappatoie che devono essere superate per raggiungere l’obiettivo di avere un packaging più circolare”.

A incassare il pieno supporto delle due associazioni è l’introduzione dell’obbligo di riciclabilità a partire dal 2030, “uno degli strumenti più efficaci per migliorare la circolarità del packaging” scrive Fead, che al pari di EuRic non nasconde però i dubbi sul fatto che il dettaglio tecnico della misura sarà definito solo in un secondo momento con atti delegati adottati dalla Commissione, a partire da quello che dovrà introdurre le regole per la progettazione finalizzata al riciclo. Secondo Fead – che nel proprio position paper esprime una posizione critica sulla quantità di atti delegati che dovranno essere emanati da Bruxelles – “le norme essenziali devono essere stabilite nel regolamento stesso” mentre per EuRic l’atto delegato sulla progettazione per il riciclo dovrà tenere conto delle linee guida di settore già esistenti e comunque “dovrà essere sviluppato entro un lasso di tempo ragionevole e sulla base del lavoro cooperativo del settore, coinvolgendo direttamente la competenza degli attori attivi nel recupero dei materiali”.

Promossa anche l’introduzione di un contenuto minimo di materia riciclata nei nuovi imballaggi in plastica, “il più efficiente strumento per premiare i benefici ambientali del riciclo, per trainare la domanda di materiali riciclati in nuovi prodotti e livellare il campo di gioco con le materie prime vergini”, scrive EuRic, sottolineando la necessità di estendere, la misura a tutti gli altri materiali da imballaggio nel giro di tre anni dall’entrata in vigore del regolamento. Come Fead, però, anche l’associazione dei riciclatori critica la previsione che riconosce alla Commissione il potere di rivedere i parametri in base all’andamento del mercato delle materie riciclate. Una deroga che, chiarisce Fead, “avrà un effetto inibitorio per gli investimenti necessari e rischia di inviare un messaggio controverso e contraddittorio a tutte le parti interessate”.

Sempre in tema di riciclo, le due associazioni sottolineano la necessità di porre maggiore enfasi sulla raccolta differenziata, indispensabile a garantire flussi crescenti e costanti di rifiuti da imballaggio in ingresso agli impianti di riciclo. Per Fead la raccolta “su scala idonea al riciclo” dovrebbe figurare tra i parametri vincolanti per misurare la riciclabilità di un imballaggio, mentre EuRic propone l’introduzione di un target minimo dell’80% di differenziata per il packaging a carico degli Stati membri. Entrambe le sigle criticano duramente la richiesta avanzata dalle associazioni dei produttori e imbottigliatori di bevande per un “accesso prioritario” ai materiali riciclati (soprattutto plastica), che secondo Fead “mina i principi fondamentali del libero mercato”, mentre per EuRic la cosa finirebbe per “vanificare i benefici delle misure traino per il riciclo”, come l’introduzione di un contenuto minimo di materia secondaria nelle nuove produzioni.

Ed è proprio per il timore di derive monopolistiche sul mercato dei materiali riciclati che le due sigle esortano la Commissione Ue a valutare attentamente anche i passaggi del regolamento sull’istituzione obbligatoria di sistemi di deposito cauzionale per gli imballaggi. “Il DRS – sottolinea Fead – dovrebbe essere impostato in modo che possa essere ‘il mezzo’ per raggiungere rapidamente gli obiettivi di raccolta, aumentando anche la qualità dello specifico flusso di rifiuti, e non diventare assolutamente ‘il fine’ per creare un monopolio” a beneficio di produttori e utilizzatori di imballaggi. In più, secondo EuRic, agli Stati membri dovrebbe essere garantito “il massimo margine di manovra rispetto all’istituzione di nuovi sistemi, tenendo conto delle infrastrutture e dei sistemi di raccolta esistenti. Partire da zero – chiarisce l’associazione – potrebbe essere costoso e rischierebbe di interrompere le catene del valore consolidate”.

Ai dubbi sui sistemi di deposito cauzionale si aggiungono le perplessità su uno dei passaggi più controversi della proposta di regolamento, quello che prevede l’introduzione di obiettivi minimi di riutilizzo e riempimento per determinate attività commerciali, come la vendita di cibo o bevande da asporto. Secondo EuRic, il riutilizzo andrebbe promosso solo laddove “ecologicamente vantaggioso e geograficamente applicabile”. Dal momento che per alcuni materiali il riciclo può avere un impatto ambientale inferiore rispetto al riutilizzo, l’associazione propone quindi “un’esenzione dagli obiettivi di riutilizzo e per le tipologie di imballaggi conformi a severi criteri di circolarità in termini di prestazioni di riciclabilità, tasso di raccolta complessivo del 90% o superiore e contenuto riciclato superiore rispetto agli obiettivi obbligatori”. Più moderata invece la posizione di Fead, che pur accogliendo con favore la spinta al riutilizzo del packaging, critica gli obiettivi per gli imballaggi per il trasporto, come gli involucri per pallet. “È probabile – scrive l’associazione – che il bilancio ecologico complessivo degli imballaggi riutilizzabili per il trasporto destinati a sostituire l’imballaggio dei pallet in plastica (pellicola) sia peggiore del bilancio ecologico complessivo delle pellicole di plastica monouso, che possono essere riciclate quasi completamente e facilmente trasformato in un nuovo imballaggio (per il trasporto), richiedendo solo un apporto energetico relativamente basso”.

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