Inerti riciclati, Anpar: «Subito CAM per opere stradali»


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Contenuto a cura di Anpar

Il riciclo dei rifiuti inerti presenta una serie di indubbi vantaggi per le pubbliche amministrazioni e gli Enti locali (salvaguardia del territorio, limitazioni allo smaltimento in discarica e dell’apertura di nuove cave di inerti naturali), per le imprese del settore delle costruzioni (minori costi per conferire i rifiuti presso gli impianti di riciclaggio rispetto al ricorso alla discarica e materiali riciclati che, a parità di prestazioni, hanno prezzi più vantaggiosi rispetto a quelli naturali) e per la tutela dell’ambiente e della salute umana.

Nonostante questi vantaggi concreti, esistono tuttora numerosi ostacoli che non permettono al settore di prendere slancio e di diventare una componente attiva nell’economia circolare. In primis, la diffidenza nell’utilizzo di prodotti derivati dai rifiuti. Sebbene ormai gli aggregati riciclati garantiscano le medesime caratteristiche prestazionali di quelli naturali impiegati nelle opere stradali, la loro provenienza dai rifiuti induce nel potenziale utilizzatore una istintiva diffidenza.

Una importante opportunità per lo sviluppo del settore è oggi costituita dall’applicazione delle norme sul Green Public Procurement nei diversi settori di impiego degli aggregati riciclati/artificiali. L’Italia, con la pubblicazione della Legge 221/2015, è stato il primo Paese, tra gli Stati membri EU, a imporre l’obbligo di applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) per le stazioni pubbliche appaltanti, evidenziando l’importanza degli acquisti verdi come strumento strategico.

Per il settore edile, mercato di sbocco dei prodotti inerti riciclati ancora non molto sviluppato, il Ministero ha già provveduto ad emanare i CAM per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici e per la gestione dei cantieri della pubblica amministrazione.

La maggioranza degli aggregati riciclati e artificiali trova però impiego nelle opere infrastrutturali. Per questo motivo è necessario che il Ministero dell’Ambiente completi quanto prima i CAM per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione delle infrastrutture (strade, ferrovie, aeroporti, etc.) e che le pubbliche amministrazioni applichino le disposizioni previste dando slancio al mercato degli aggregati riciclati.

Di recente il Ministero dell’Ambiente ha ripreso i lavori con il tavolo tecnico specifico per l’individuazione e l’applicazione dei CAM nelle opere stradali. Il completamento di questo percorso consentirebbe alle pubbliche amministrazioni di svolgere un ruolo importante nel mercato dei prodotti riciclati dirigendone e stimolandone la domanda.

Considerata l’importanza dell’argomento, ANPAR ha dedicato tutta la prima giornata ai “CAM per le strade”. Nella mattinata si è infatti riunito il “Tavolo permanente di lavoro”, dove i maggiori esperti del settore si sono confrontati sul tema con l’obiettivo di esprimere delle raccomandazioni indirizzate ai rappresentanti delle Istituzioni (Ministero Ambiente, Commissioni ambiente di Camera e Senato, ISPRA, etc.) per contribuire concretamente all’effettivo passaggio all’economia circolare. Da segnalare la presenza, in qualità di coordinatore, del Dott. Sergio Saporetti della Divisione Certificazione ambientale ed acquisti pubblici verdi del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare – Direzione Clima ed Energia -). I lavori hanno permesso il confronto tra tutti gli operatori della filiera del recupero ed una partecipazione interattiva dei presenti.

Nel pomeriggio si è svolto il seminario “I criteri ambientali minimi per le strade verdi” nel quale sono emerse le opportunità e le difficoltà di redigere dei CAM in grado di aprire il mercato ai prodotti riciclati e che non rendano troppo complesso il compito di bandire le gare alle stazioni appaltanti. La seconda giornata è stata invece dedicata agli aggregati artificiali. Essi sono gli aggregati di origine minerale derivanti da un processo industriale che implica una modificazione termica o di altro tipo. Di fatto sono gli aggregati che si originano dai processi di recupero delle scorie del settore della produzione dei metalli e del trattamento dei rifiuti urbani. ANPAR ha infatti di recente attivato una nuova sezione dedicata a tali materiali che trovano anch’essi impiego nei settori delle infrastrutture, delle costruzioni civili, della produzione di conglomerati cementizi e bituminosi. Durante i lavori sono stati affrontati in particolare il tema della caratterizzazione delle scorie, della cessazione della qualifica di rifiuto e dei possibili impieghi degli aggregati artificiali.

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