Napoli, al via i lavori per il primo impianto pubblico di compostaggio

Un capannone del TMB di Tufino ospiterà il primo impianto pubblico per il recupero dei rifiuti organici nell’area metropolitana di Napoli. Tratterà 10mila tonnellate l’anno ed entrerà in funzione nel 2022

Al via il cantiere per la realizzazione del primo impianto pubblico di compostaggio dell’area metropolitana di Napoli. Nascerà all’interno del TMB di Tufino sfruttando gli spazi di un capannone oggi adibito al trattamento dei rifiuti indifferenziati e trasformerà in fertilizzante circa diecimila tonnellate l’anno di frazione organica da raccolta differenziata. I lavori per la realizzazione dell’impianto progettato dalla Regione Campania con il supporto di Sapna, la società metropolitana che gestisce i TMB di Tufino e Giugliano, sono partiti lo scorso lunedì e dovrebbero terminare non più tardi di settembre 2022. “È un momento di svolta per la nostra società – spiega il direttore tecnico di Sapna Domenico Ruggiero – che dà il via alla riconversione dei TMB da impianti intermedi a impianti di recupero, a partire da quello della frazione organica raccolta in maniera differenziata dai Comuni. Un’attività che sarà cruciale per il mantenimento futuro dell’azienda”.

Un momento di svolta per Sapna ma soprattutto un ulteriore tassello da aggiungere al completamento del ciclo di gestione dei rifiuti in Campania, che proprio per la carenza di impianti di trattamento dal 2015 paga all’Unione europea una multa quotidiana da 120mila euro. Stando all’ultimo report regionale, nel 2019 su 624mila tonnellate di organico raccolte in maniera differenziata dai Comuni circa 418mila sono state trattate fuori dai confini della Campania. Soprattutto in Veneto (218mila tonnellate), ma anche in Lombardia, Friuli Venezia-Giulia, Emilia-Romagna e Piemonte. Anche per questo i cittadini campani pagano la Tari più alta d’Italia, circa 416 euro a famiglia secondo l’osservatorio di Cittadinanzattiva. Spedire l’organico al Nord può costare infatti fino a 200 euro la tonnellata, che scenderebbero tra i 90 e i 100 nel caso di un conferimento di prossimità. “I capannoni del TMB di Tufino, finalmente liberati dai rifiuti indifferenziati, diventeranno un impianto al servizio dei cittadini che contribuirà a rendere più leggera la tassa sui rifiuti ” spiega Ruggiero. Grande attenzione, oltre che ai risvolti economici, anche all’impatto ambientale dell’operazione. “Il progetto prevede l’installazione di una nuova linea di trattamento dell’aria per l’abbattimento delle emissioni odorigene, che renderà ancor più sostenibile e performante l’impianto di Tufino nel suo complesso”.

L’intervento, del valore di circa 5 milioni di euro, potrebbe essere il primo a giungere a compimento tra quelli finanziati dalla Regione Campania nell’ambito del piano lanciato nel 2016 per la costruzione di 16 nuovi impianti di recupero della frazione organica, ancora tutti o quasi sulla carta. Due, oltre a quella di Tufino, le strutture che dovrebbero servire il capoluogo partenopeo e la sua cerchia metropolitana: una ad Afragola, l’altra a Napoli Est, entrambe con una capacità di trattamento da 30mila tonnellate. Per quest’ultima è atteso a giorni il via alla gara d’appalto. Fine lavori, nella migliore delle ipotesi, non prima della seconda metà del 2023.

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