Pannelli fotovoltaici ‘storici’, MiTE e GSE fissano le nuove garanzie finanziarie per il fine vita

Le nuove linee guida per la gestione e lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici incentivati installati prima del 2014 fissano a 10 euro la garanzia da versare per ogni modulo, che potrà essere trattenuta dal GSE o in alternativa versata ai sistemi collettivi dei produttori di apparecchiature elettriche

I possessori di pannelli fotovoltaici incentivati installati prima del 2014 potranno registrare il contributo di smaltimento dei moduli a fine vita presso i sistemi collettivi dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche per un valore pari alla quota che sarebbe stata trattenuta dal Gestore dei Servizi Energetici, fissata nell’ordine di 10 euro per modulo. Lo prevedono le nuove istruzioni tecniche messe a punto dal GSE e adottate dal Ministero della Transizione Ecologica, che aggiornano le disposizioni per la corretta gestione degli oltre 10 milioni di moduli fotovoltaici incentivati installati prima del 2014, prima cioè che i pannelli entrassero ufficialmente nel perimetro della disciplina sui Raee per essere da quel momento in poi sottoposti al principio della responsabilità estesa del produttore. Oltre a chiarire adempimenti normativi e indicazioni tecnico-operative per la corretta gestione dei pannelli, le nuove linee guida modificano il sistema delle garanzie finanziarie introdotto con il decreto legislativo 49 del 2014.

Per i Raee fotovoltaici storici che nell’arco della propria vita utile abbiano beneficiato dei meccanismi incentivanti previsti da vari Conto Energia, infatti, il GSE trattiene una quota dalla tariffa incentivante a garanzia delle operazioni di raccolta e avvio a trattamento, che viene restituita al proprietario dell’impianto una volta che questi abbia dimostrato di aver rispettato l’obbligo. Le nuove linee guida fissano in 10 euro per modulo, sia domestico (inferiore a 10 KW) che professionale, la quota trattenuta dal GSE, confermando in alternativa per i titolari degli impianti la possibilità, introdotta nel 2020, di trasferire la garanzia a uno dei sistemi collettivi Raee, ma allineandola a quanto previsto dalla legge di conversione del decreto 152 del 2021, con le misure di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che aveva esteso la disciplina delle garanzie finanziarie agli impianti in IV e V Conto Energia, stabilendo al tempo stesso che l’importo trasferito ai sistemi collettivi deve restare pari a quello che sarebbe stato trattenuto dal GSE. Una scelta che non aveva convinto le associazioni delle imprese dei servizi energetici, che avrebbero preferito maggiore concorrenza tra sistemi collettivi, ma che il MiTE dal canto suo aveva difeso motivandola con la necessità di prevenire fenomeni di dumping ambientale.

Per agevolare gli impianti del IV e V Conto Energia, le linee guida introducono inoltre nuove tempistiche per l’esercizio dell’opzione di partecipare a un sistema collettivo. Per le installazioni domestiche la documentazione necessaria dovrà essere inviata entro l’ultimo trimestre del quattordicesimo anno a partire dalla data di entrata in esercizio dell’impianto. Per gli impianti entrati in esercizio dal 2005 al 2009 il termine ultimo è fissato all’ultimo trimestre del 2022. Per le installazioni professionali, invece, la documentazione dovrà essere inviata entro l’ultimo trimestre del decimo anno a partire dalla data di entrata in esercizio dell’impianto. Solo per gli impianti entrati in esercizio dal 2006 al 2011 il termine ultimo è fissato all’ultimo trimestre del 2022.

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