“No” alla chiusura degli impianti: recuperatori di metalli in piazza a Roma


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Contenuto a cura di Airmet – Associazione Nazionale Recuperatori Metalli

Una denuncia penale contro il comune di Roma per aver mentito per oltre 20 anni a recuperatori e autodemolitori romani, promettendogli soluzioni mai arrivate e, in ultimo, indotti a commettere il reato di falso ideologico per avergli chiesto di presentare progetti di rilocalizzazione delle loro attività su aree private. Trenta impianti chiusi, altri 70 che si avviano allo stesso destino, un migliaio di persone senza lavoro, un disastro economico alle porte e una manifestazione in piazza Santa Apostoli come ultimo atto di una tragicommedia sulla quale, gli operatori, sperano intervengano la Prefettura e poi la Procura della Repubblica.

«Scendiamo in piazza per gridare a chi non ha mai voluto ascoltarci, che in questa situazione che va avanti da troppo tempo, noi siamo vittime di soprusi e vessazioni – tuona il presidente Airmet, l’associazione dei recuperatori di metalli, l‘ingegnere Nicola Giovanni Grillo - negli ultimi giorni dal Campidoglio sono partiti provvedimenti di chiusura che adducono motivazioni pretestuose e che l’Airmet contesterà in tutte le sedi». Per l’associazione il Comune ha dimostrato di non sapere risolvere una questione che per anni, e per ragioni meramente opportunistiche, ha finto di impegnarsi a risolvere, adottando provvedimenti ai limiti della legalità e costringendo un intero comparto a operare nella precarietà più assoluta.

«Oggi, messi alle strette dalle nostre incalzanti richieste di regolarizzare la categoria – spiega Grillo – la risposta è stata la dichiarazione della decadenza delle autorizzazioni di cui autodemolitori e recuperatori sono in possesso da oltre 40 anni. Se la protesta è la nostra ultima arma, allora protesteremo fino a quando chi ha fatto promesse mendaci e avanzato proposte assurde, non venga penalmente perseguito e, fino a quando chi da anni lavora al recupero dei metalli e alle autodemolizioni, non possa riprendere a lavorare con dignità e nella legalità». Giovedì 28 Aprile, a partire dalle ore 10, in piazza Santa Apostoli, l’ultimo disperato SOS di diverse centinaia di persone che chiederanno alla Prefettura di farsi carico di un problema che oltre ad essere di carattere occupazionale ed economico, rischia di diventare di ordine pubblico: che fine faranno infatti le auto dismesse e i rottami metallici prodotti nella Capitale, se gli impianti che lavorano per recuperarli chiuderanno definitivamente?

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