Regione Lazio

Roma, nuovo ultimatum della Regione: altri 60 giorni per il piano rifiuti

Altri sessanta giorni per individuare “uno o più siti nel territorio della Città Metropolitana di Roma Capitale e di Roma Capitale, idonei alla localizzazione e realizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti”. Lo prevede una delibera della Regione Lazio, adottata alla luce della sentenza emanata ieri dal Tar Lazio

“Un nuovo tentativo”. Così il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti definisce la delibera approvata oggi per recepire i contenuti della sentenza del Tar regionale che ieri ha annullato l’ordinanza dello scorso primo aprile secondo la quale Roma avrebbe dovuto dotarsi entro 30 giorni di un piano di gestione dei rifiuti capace di garantire l’autosufficienza, pena l’adozione di poteri sostitutivi. Più che un nuovo tentativo, è in realtà un nuovo ultimatum, visto che la delibera diffida “Città Metropolitana di Roma Capitale e Roma Capitale, affinché provvedano, entro sessanta giorni dalla notifica della presente deliberazione, alla individuazione di uno o più siti nel territorio della Città Metropolitana di Roma Capitale e di Roma Capitale, idonei alla localizzazione e realizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti, per garantire l’autosufficienza della Città Metropolitana di Roma Capitale e di Roma Capitale”. Decorso il termine, “si procederà ad esercitare il potere sostitutivo, ai sensi dell’art. 13 della Legge Regionale 9 luglio 1998, n. 27”, proprio come ‘suggerito’ dai giudici del Tar. Una seconda delibera, uguale nei contenuti e nelle finalità, è stata adottata con riferimento alla provincia di Latina.

La delibera sulla Capitale, spiega però Zingaretti “non ha come obiettivo di arrivare ad ogni costo al commissariamento di Roma Capitale” visto che “l’obiettivo primario della Regione Lazio è sempre stato e resta quello di aiutare Roma. Vogliamo Roma pulita ed evitare il rischio che le strade della Capitale siano invase dai rifiuti”. Un rischio quanto mai concreto, alla luce, si legge nella delibera, della “gravità della situazione venutasi a creare per la carenza degli impianti destinati allo smaltimento finale della notevole quantità di scarti derivanti dal trattamento dei rifiuti urbani prodotti da Roma Capitale” dopo la chiusura della discarica di Roccasecca e vista la “insufficiente disponibilità di volumetrie residue nella Città Metropolitana di Roma Capitale presso la discarica di Civitavecchia Fosso Crepacuore, e quindi delle esigue volumetrie residue ancora disponibili nella Regione Lazio”. Stando alla delibera infatti, le sole discariche attualmente operative sul territorio regionale sono quella di Viterbo “che ha a disposizione una volumetria residua attualmente pari a circa 165.000 mc” e che già accoglie rifiuti da Latina, Frosinone e Roma Capitale, e quella di Civitavecchia “con una volumetria residua attualmente pari a circa 30.267 mc e pertanto non rispondente all’autosufficienza della Città metropolitana di Roma Capitale”.

“Mi auguro che lo stesso senso di responsabilità che sta mostrando la Regione – conclude Zingaretti – abbia un riscontro con atti concreti anche nella volontà degli altri enti locali di risolvere finalmente questo problema”. E anche il Campidoglio sembra finalmente aprire alla ricerca di una soluzione condivisa. “Roma Capitale aiuterà la Regione Lazio a trovare la soluzione migliore per la gestione dei rifiuti a livello regionale – si legge in una nota -si prende atto positivamente del fatto che, a seguito della sentenza del Tar che ha annullato l’ordinanza del Presidente della Regione Lazio, lo stesso ente regionale abbia finalmente mostrato la disponibilità ad assumersi le responsabilità che la legge gli assegna e a trovare una soluzione condivisa nell’interesse dei cittadini”.

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