Sistri: nuovo DM in Gazzetta Ufficiale, ma non cambia nulla


mud 2016

Il testo del nuovo regolamento Sistri anticipato da Ricicla.tv è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ieri, martedì 24 maggio, senza apparenti modifiche. Il rinnovato “Testo Unico” discendente dal decreto ministeriale n.78 del 30 marzo 2016 entrerà in vigore a partire dal prossimo 8 giugno, lasciando aperti tutti i quesiti e i dubbi che la prima lettura aveva sollevato.

Deludente il mancato ritocco dei contributi, un impegno già risultato inevaso da parte del Governo nonostante l’impegno assunto formalmente in Parlamento,  poi rimandato dalla sottosegretario Velo al mese di maggio, quando sarebbe comunque stato inefficace a fronte della scadenza già onorata dagli operatori lo scorso 30 aprile. Nel frattempo anche le più recenti comunicazioni del Governo al Parlamento ribadiscono che il Sistri tanto nelle sue auspicabilmente prossime innovazioni quanto è stato per le sue infauste origini e tentivi di evoluzione non può risultare in un aggravio per i conti pubblici, ergo saranno i contributi degli iscritti a pagare ancora una volta tutte le spese. Mese di maggio che intanto sta trascorrendo anch’esso senza che si intervenga sulla struttura o sulla normativa di riferimento del sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti.

La pubblicazione del nuovo regolamento rompe il silenzio istituzionale intorno al Sistri, ma l’intervento appare privo di una vera e propria sostanza in grado di impattare sul futuro del sistema. Il nodo sta nell’affidamento di ogni sostanziale modifica vera e propria a successivi interventi normativi, mentre per il resto risulta come poco più di un riordino della normativa esistente che in quasi sette anni di formulazioni ed emendamenti si era inevitabilmente appesantita. Una tabula rasa che però riscrive la norma con gli stessi difetti di prima.

Per la prima volta, però, e vale la pena ricordarlo, si legge nero su bianco dell’abbandono (tra le altre cose) delle black box e dei token USB. All’articolo 23 comma 3 del testo si legge infatti dell’abbandono – appunto – di tale tecnologia in attuazione delle semplificazioni previste quali obiettivo del bando Consip (come da art.11 comma 9bis della legge 101/2013, per le cui ulteriori finalità si fanno garanti gli altri punti dell’art.23 del regolamento).

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