Traffico di rifiuti: siglato accordo tra MiTe e Agenzia delle Dogane

Nel 2020 sequestrate oltre 7mila tonnellate di rifiuti oggetto di traffico internazionale, il 200% in più rispetto all’anno precedente. MiTe e Agenzia delle Dogane hanno siglato un protocollo d’intesa per garantire controlli più efficaci

Pezzi di veicoli non bonificati spediti in Senegal. Treni di plastica diretti in Bulgaria. Apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso spacciate per elettrodomestici di seconda mano e fatte recapitare addirittura in Afghanistan. Sono oltre 7mila le tonnellate di rifiuti sequestrate lo scorso anno nell’ambito delle operazioni di contrasto al traffico internazionale condotte dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Un business fiorente, cresciuto in maniera esponenziale nonostante emergenza pandemica e lockdown. Dalle 2mila 251 tonnellate del 2019 si è passati nel 2020 a 7mila 300 tonnellate: oltre il 200% di rifiuti sequestrati in più. Numeri spaventosi, che hanno spinto Agenzia delle Dogane e Ministero della Transizione ecologica a siglare un protocollo d’intesa sul traffico internazionale di scarti, con l’obiettivo, tra gli altri, di “garantire un più efficace controllo preventivo e successivo della movimentazione transfrontaliera di rifiuti, in particolar modo rifiuti tessili e rifiuti di plastica”.

Nel 2020 proprio i rifiuti in plastica hanno rappresentato il 61,8% degli scarti sequestrati dalle funzionari dell’ADM, seguiti da rifiuti elettrici (13,16%), ma anche da scarti in gomma, sfridi tessili e parti di veicoli a motore. Rifiuti finiti sotto sigillo per il 61,97% a valle di operazioni condotte in Campania e Calabria, soprattutto in porti come Gioia Tauro e Salerno, tradizionalmente associati al business internazionale delle ecomafie. Ma le rotte del traffico illecito non corrono solo via mare. “A gennaio 2020 – scrive l’Agenzia – è stato sequestrato un treno di 17 vagoni di rifiuti plastici provenienti dalla Lombardia destinati alla Bulgaria e partiti originariamente dalla Campania. Il carico illegale – prosegue l’ADM – aveva un valore ‘di mercato’ di 130mila euro“.

“L’obiettivo, garantito anche attraverso lo scambio di tutte le informazioni utili, incluse quelle contenute nelle rispettive banche dati, è di favorire la formazione e l’informazione del personale e di promuovere iniziative legislative mediante la presentazione congiunta di proposte normative in ambito nazionale e/o comunitario” spiega il Ministero della Transizione ecologica.

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