Pile e accumulatori: Bruxelles bacchetta l’Italia


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Con un parere motivato, secondo step nella procedura d’infrazione 439/2015, la Commissione Europea ha oggi invitato l’Italia a rivedere entro i prossimi due mesi le sue disposizioni normative in materia di rifiuti da pile ed accumulatori per adeguarle alla Direttiva 2013/56/UE, la nuova disciplina europea sulla gestione delle batterie esauste. Qualora la scadenza non venisse rispettata, Bruxelles potrebbe scegliere di deferire il Paese alla Corte di Giustizia Europea.

Lo scorso 23 settembre la Commissione aveva già inviato a Roma una lettera di messa in mora (l’atto formale che apre la procedura d’infrazione) per non aver rispettato la scadenza del 1 luglio 2015 entro la quale l’Italia avrebbe dovuto recepire nel proprio ordinamento le nuove misure comunitarie. Palazzo Chigi aveva successivamente informato la Commissione che entro breve sarebbe stato adottato un provvedimento legislativo per colmare la lacuna ma ad oggi, scrive Bruxelles in una nota, “nessuna conferma ufficiale di adozione è stata ricevuta”.

Eppure, lo scorso 10 febbraio il Consiglio dei Ministri aveva dato notizia dell’approvazione in esame definitivo di un decreto legislativo di attuazione della Direttiva 2013/56/UE, la cui adozione definitiva, scriveva il governo in una nota diramata il giorno successivo, avrebbe consentito all’Italia “di risolvere positivamente la procedura d’infrazione 439/2015, avviata per il mancato recepimento della direttiva europea”. Quel decreto, però, non è mai stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, motivo per cui Bruxelles ha ritenuto di dover inviare a Roma il suo parere motivato.

Una volta entrato in vigore, presumibilmente prima della scadenza fissata dalla Commissione Europea, il decreto legislativo, in conformità al dettato della nuova direttiva europea, sopprimerà la deroga all’immissione sul mercato di pile a bottone con tenore di mercurio non superiore al 2% in peso: non sarà dunque più possibile commercializzarle, a decorrere dalla data dell’entrata in vigore. Sarà inoltre previsto un regime transitorio per posticipare al 31 dicembre 2016 la deroga relativa al divieto di immissione sul mercato delle pile e degli accumulatori portatili destinati ad essere utilizzati negli utensili elettrici senza fili, per consentire agli operatori economici dell’intera filiera di adeguarsi alle nuove tecnologie sostitutive. Infine,  sarà stabilito un termine di sei mesi per permettere ai produttori di conformarsi all’obbligo di fornire istruzioni sulla corretta rimozione dei rifiuti di pile e accumulatori ai professionisti qualificati indipendenti.

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