Tracciabilità dei rifiuti, entra nel vivo la sperimentazione del RENTRi

Il laboratorio per lo sviluppo del prototipo del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti entra nel vivo con la fase di definizione dei meccanismi di interoperabilità per la comunicazione dei dati dei movimenti annotati nei registri di carico e scarico

Si scrive “laboratorio sperimentale per la prototipizzazione funzionale”, si legge “prove tecniche di RENTRi”. Dopo aver preso il via a marzo scorso, entrano finalmente nel vivo i lavori per la messa a punto del prototipo del nuovo sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti. Lo testimonia la documentazione pubblicata sul portale ufficiale rentri.it, dalla quale è possibile ricostruire nel dettaglio lo stato di avanzamento dei lavori – giovedì scorso l’ultima riunione – che in questa fase vedono coinvolte in primissima linea le associazioni delle imprese produttrici di software, con l’obiettivo, scrive l’Albo Nazionale Gestori Ambientali, di arrivare entro novembre di quest’anno alla “validazione di un modello operativo che nella sua applicazione generalizzata potrà essere adottato da qualunque soggetto” e di garantire “il colloquio con i sistemi gestionali degli utenti, pubblici e privati, attraverso apposite interfacce”.

Il RENTRi, occorre ricordarlo, introdurrà una volta in vigore e a regime “un modello di gestione digitale per l’assolvimento degli adempimenti quali l’emissione dei formulari di identificazione del trasporto, e la tenuta dei registri cronologici di carico e scarico” e sarà strutturato in due sezioni “la Sezione dell’Anagrafica degli iscritti, che raccoglie anche le autorizzazioni ambientali” ovvero il Registro Elettronico Nazionale, e una sezione “della Tracciabilità, che raccoglie i dati annotati nei registri e nei formulari” che darà corpo al RENTRi. Stavolta però non ci sarà nessun ‘click day’, come invece fu per il disastroso Sistri, che piombò dal giorno alla notte nella vita delle imprese stravolgendone l’operatività. Al nuovo sistema si arriverà gradualmente, e solo a valle di un percorso concertato con tutti i portatori d’interesse.

Archiviati i primi step della sperimentazione, con la definizione delle modalità di accreditamento degli utenti e l’integrazione con il nuovo applicativo per la vidimazione virtuale dei formulari, il ViViFir, il laboratorio è entrato giovedì scorso nella fase più delicata, quella della messa a punto dei meccanismi di interoperabilità con i software di gestione dei rifiuti per la comunicazione al Registro dei dati dei movimenti annotati nei registri di carico e scarico. Fase durante la quale andranno definite, tra l’altro, “le regole e la modalità di funzionamento di un modulo software realizzato appositamente per la trasmissione delle informazioni registrate localmente al nodo centrale”, ma anche il set di dati da trasmettere e la tempistica per la comunicazione al RENTRi che, si chiarisce, “può essere solo che maggiore o uguale ai tempi previsti per l’annotazione delle movimentazioni nei registri di carico e scarico”.

Il futuro della tracciabilità dei rifiuti, insomma, continua a prendere corpo. La fase di sviluppo del prototipo, riporta il cronoprogramma ufficiale della sperimentazione, proseguirà nei prossimi mesi con la definizione puntuale degli ulteriori meccanismi per la raccolta dei dati sulla tracciabilità, con l’obiettivo di giungere entro novembre alla chiusura delle attività. Se così fosse, e incassato il via libera degli utenti a valle di un ulteriore periodo di sperimentazione sul prototipo, allargato stavolta ad una più ampia platea di operatori autorizzati, il RENTRi potrebbe essere pronto a fare il suo debutto già entro la fine del 2022.

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