Credito d’imposta, ecco i requisiti tecnici per beni e imballaggi sostenibili

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale che definisce i requisiti e certificazioni per attestare la natura ecosostenibile dei beni e degli imballaggi acquistati ai fini del riconoscimento dell’agevolazione fiscale introdotta con la legge di bilancio 2019

Dopo tre anni d’attesa, via libera al credito d’imposta introdotto con la legge di bilancio 2019 per le imprese che acquistano prodotti ‘verdi’. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero della Transizione Ecologica che definisce i requisiti tecnici e le certificazioni idonee ad attestare la natura ecosostenibile dei beni e degli imballaggi acquistati ai fini del riconoscimento dell’agevolazione fiscale. Il regolamento avrebbe dovuto essere emanato entro tre mesi dall’entrata in vigore della manovra, e invece ci sono voluti tre anni per metterlo a punto e dare così piena operatività alla misura, nata con l’obiettivo di incrementare il riciclo degli scarti industriali e dei rifiuti urbani, ma anche di ridurre l’impatto ambientale degli imballaggi.

Il contributo, si legge nel decreto del MiTE, è riconosciuto “nella misura del 36 per cento delle spese sostenute e documentate” fino a un importo massimo annuale di 20mila euro per ciascun beneficiario, nel limite massimo complessivo di un milione di euro annui per gli anni 2020 e 2021. L’agevolazione è estesa a tutte le imprese che acquistano “prodotti finiti realizzati con materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica”, ma anche “imballaggi primari e secondari biodegradabili e compostabili secondo la normativa UNI EN 13432:2002″, compresi quelli in carta e cartone, “imballaggi in legno non impregnati” e “imballaggi primari e secondari derivanti dalla raccolta differenziata dell’alluminio“.

Per poter beneficiare dell’agevolazione i beni e gli imballaggi acquistati dovranno rispondere ai criteri tecnici elencati nel decreto, che per gli imballaggi in plastica prevedono, tra gli altri, un “contenuto di materiale riciclato uguale o maggiore al 30% proveniente da rifiuti con codici dell’EER 150102 ‘Imballaggi di plastica’ e 191204 ‘Plastica e gomma prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti'”. A seconda del prodotto o dell’imballaggio, il possesso dei requisiti andrà dimostrato tramite apposita certificazione di conformità alle norme tecniche di settore, dichiarazione ambientale di prodotto o certificazione rilasciata sulla base di una verifica in situ realizzata da soggetto accreditato. Le imprese interessate potranno fare domanda di accesso al credito esclusivamente in forma elettronica, tramite la piattaforma informatica Invitalia PA Digitale (https://padigitale.invitalia.it) a partire dal 21 febbraio 2022 e fino al termine previsto per il 22 aprile 2022. Per la presentazione delle istanze occorre essere in possesso di un’identità SPID.

Entro novanta giorni dalla domanda il Ministero comunicherà “il riconoscimento ovvero il diniego dell’agevolazione e, nel primo caso, l’importo del credito effettivamente spettante e la data a decorrere dalla quale lo stesso è utilizzabile”. Vale la pena ricordare che tra poco più di dieci giorni si chiuderanno le domande per l’accesso al credito d’imposta introdotto dalla cosiddetta ‘legge crescita’ del 2019 a favore di chi abbia impiegato nel 2020 materiali e prodotti composti per almeno il 75% da risorse derivanti dal riciclo di rifiuti o di rottami. Anche in questo caso il decreto ministeriale con i requisiti tecnici e le certificazioni ha visto la luce ben oltre il termine di novanta giorni previsto dalla legge del 2019, visto che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale era arrivata solo a dicembre 2021, in ritardo di oltre due anni.

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