Credito d’imposta per materiali riciclati, al via le domande

Si apre oggi la presentazione delle domande per accedere al credito d’imposta del 25% per le spese sostenute nel 2020 per l’acquisto di beni contenenti il 75% di materia riciclata. Barberi: “Ora rendere strutturale la misura”

Nuove misure fiscali per stimolare il mercato dei materiali riciclati. Arriveranno nella forma di un credito d’imposta erogato a favore di chi abbia impiegato nel 2020 materiali e prodotti composti per almeno il 75% da risorse derivanti dal riciclo di rifiuti o di rottami. Lo stabilisce il decreto siglato lo scorso 6 ottobre dai ministri della Transizione ecologica, dello Sviluppo economico e dell’Economia e Finanze e pubblicato il 15 dicembre in Gazzetta Ufficiale. Dieci i milioni di euro messi a copertura della misura, che prevede un rimborso sotto forma di credito d’imposta, pari al 25% della spesa sostenuta per l’acquisto dei prodotti riciclati, fino a un importo massimo di 10mila euro per ciascun beneficiario, corrisposto secondo l’ordine di presentazione delle domande ammissibili. Le domande di accesso al contributo potranno essere inviate in formato digitale a partire dalle ore 12 di oggi, mercoledì 22 dicembre, fino alle ore 12 del 21 febbraio 2022 tramite la piattaforma informatica Invitalia PA Digitale (padigitale.invitalia.it).

Il decreto, che ha reso operativa una misura prevista dalla cosiddetta ‘legge crescita’ del 2019, ha definito i requisiti tecnici e le certificazioni idonee ad attestare le tipologie di materie e prodotti riciclati che hanno accesso all’agevolazione, nonché i criteri e le modalità per la fruizione del credito d’imposta. Per dimostrare l’effettivo contenuto di materiale riciclato nei beni acquistati, si legge, occorrerà allegare alla domanda “un’etichetta di prodotto” o “una certificazione di prodotto” rilasciate da un organismo di valutazione della conformità, accreditato ai sensi del regolamento (UE) n. 765/2008, nell’ambito delle norme tecniche UNI di riferimento, o in alternativa “una dichiarazione ambientale di prodotto (EPD), conforme alla norma UNI EN 15804 o alla norma UNI EN ISO 14025, che attesti il contenuto di riciclato”. Per l’ammendante compostato misto o l’ammendante compostato verde “la
conformità ai requisiti ed alle caratteristiche dettate in materia di fertilizzanti di cui all’allegato 2 del decreto legislativo 29 aprile 2010, n. 75 e s.m.i., deve essere dimostrata attraverso una certificazione rilasciata da un ente certificatore”

Soddisfatte le associazioni dei riciclatori, che da tempo chiedono l’adozione di misure fiscali ed economiche che facciano da leva per il mercato delle materie recuperate dai rifiuti. “In più occasioni abbiamo sottolineato come occorra creare un sistema e una cultura che premino chi acquista ed usa materiali e prodotti da riciclo. Questo decreto va nella giusta direzione – commenta il presidente di FISE Unicircular Paolo Barberi – ora occorre rendere strutturali questi incentivi, allargandone il campo di azione e finanziandoli adeguatamente, per scoraggiare il ricorso all’utilizzo delle materie prime vergini, e per riconoscere e valorizzare i benefici economici ed ambientali derivanti da un uso intelligente delle risorse”.

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