Redazione Ricicla.tv
04/12/2023

Etichettatura ambientale, un imballaggio su due è allineato all’obbligo

Ultimo aggiornamento: 6 Dicembre 2023 alle 18:12

Stando all’ultima rilevazione dell’osservatorio IdentiPack di CONAI e GS1, il 50% dei prodotti in vendita nei super e ipermercati italiani presenta sulla confezione informazioni sui materiali che la compongono e su come conferirla nella raccolta differenziata. In linea con l’obbligo scattato a gennaio dello scorso anno


A poco meno di un anno dall’entrata in vigore dell’obbligo di etichettatura ambientale, crescono gli imballaggi immessi a consumo in Italia che riportano informazioni sulla propria composizione e sulla corretta modalità di conferimento nella raccolta differenziata. Indicazioni preziose per i consumatori, oltre che obbligatorie per legge, che oggi vengono veicolate da un imballaggio su due tra quelli a scaffale. Lo riporta il quarto report semestrale di IdentiPack, l’osservatorio istituito da CONAI e GS1 Italy, che ha passato ai raggi-x oltre 136mila prodotti di largo consumo, pari all’82,6% del giro d’affari generato dal grocery confezionato nei supermercati e ipermercati d’Italia. Rispetto alle ultime rilevazioni, l’indagine ha restituito un quadro in miglioramento: il 50% dei prodotti a scaffale e il 74,4% di quelli effettivamente venduti, pari a oltre 68mila unità, rispondeva infatti a entrambi gli obblighi introdotti dalla normativa sull’etichettatura, ovvero l’indicazione del codice del materiale e delle corrette modalità di raccolta differenziata, con un aumento di 3,2 punti percentuali per i primi e di 2,6 per i secondi rispetto a giugno del 2022.

“È la prova che le aziende hanno risposto con efficacia nell’adeguarsi alla nuova normativa – commenta Ignazio Capuano, presidente CONAI – il graduale aumento degli imballaggi che comunicano in etichetta informazioni ambientali rappresenta un grande cambiamento: non si tratta solo di ottemperare a un obbligo, ma anche di aver compreso quanto sia importante fare comunicazione ambientale anche attraverso il packaging”. Stando all’ultima rilevazione di IdentiPack, se sono poco più di 60mila i prodotti che riportano sul proprio imballaggio il solo codice del materiale, pari al 44,1% del totale delle referenze a scaffale nel grocery (+5,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente) e al 68,5% del totale delle confezioni vendute (+3,8 punti percentuali rispetto all’anno precedente), non mancano gli imballaggi che vanno anche oltre l’obbligo di legge: più di 8mila prodotti a scaffale offrono infatti informazioni ulteriori per una raccolta differenziata di qualità, mentre oltre 10mila 300 confezioni riportano anche un marchio o una dichiarazione sul miglioramento del proprio impatto ambientale.

Fra i settori merceologici analizzati, quello del freddo conferma la sua posizione di leadership per la comunicazione delle informazioni ambientali obbligatorie dei packaging: gelati e surgelati si aggiudicano la leadership per incidenza di prodotti che riportano in etichetta la codifica identificativa del materiale, oltre alle indicazioni sulla tipologia di imballaggio e sul corretto conferimento in raccolta differenziata. In ottima posizione anche le carni, al secondo posto per quanto riguarda la presenza di informazioni sulla codifica identificativa del materiale. Bene anche il fresco, medaglia di bronzo per la comunicazione di informazioni sulla codifica identificativa del materiale e medaglia d’argento nel campo delle informazioni sul corretto conferimento dell’imballaggio in raccolta differenziata. “Nell’era della sostenibilità, IdentiPack rappresenta uno strumento insostituibile per seguire come evolve la comunicazione di questo tema sulle etichette dei prodotti di largo consumo venduti in Italia” sottolinea Bruno Aceto, ceo di GS1 Italy.

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