Recupero di rifiuti e aiuti di Stato, varate le nuove norme dell’Ue

Approvato l’aggiornamento della disciplina europea sugli aiuti di Stato per agevolare gli investimenti sostenibili. Compresi quelli per il riciclo dei rifiuti e la produzione di biometano

Dalla raccolta differenziata al riciclo, passando per la produzione di biocarburanti e la generazione di energia da biomassa. Sono solo alcune delle attività che gli Stati membri dell’Unione europea potranno finanziare in maniera più agevole alla luce della nuova disciplina in materia di aiuti di Stato approvata ieri dal collegio dei commissari dell’Ue e che sarà adottata ufficialmente a partire dal prossimo gennaio. Una revisione che punta ad allineare il quadro normativo e regolatorio in materia agli ambiziosi traguardi di sostenibilità fissati Green Deal europeo. L’obiettivo è contribuire a liberare il potenziale pubblico d’investimento, che dovrà affiancare i capitali privati nel finanziamento di iniziative mirate alla riduzione delle emissioni in atmosfera e all’efficienza energetica, ma anche al contrasto all’inquinamento ambientale e al sovrasfruttamento delle risorse naturali. Gli Stati membri, spiega l’Ue, avranno tempo fino al 2024 per adeguare i propri regimi alle nuove regole.

“L’Europa – ha dichiarato Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva della Commissione Ue e responsabile della politica di concorrenza – avrà bisogno di una quantità considerevole di investimenti sostenibili per sostenere la transizione verde. Sebbene una quota significativa verrà dal settore privato, il sostegno pubblico contribuirà a garantire che la transizione verde avvenga in tempi rapidi. La nuova disciplina approvata oggi potenzierà quanto stiamo facendo per decarbonizzare la nostra società”. Agevolando gli investimenti pubblici su fronti strategici come “energie rinnovabili, efficienza energetica, mobilità pulita, infrastrutture, economia circolare, riduzione dell’inquinamento, protezione e ripristino della biodiversità, nonché misure volte a garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico”. Le nuove norme, spiega la Commissione, consentono generalmente di coprire fino al 100 % del deficit di finanziamento, in particolare quando gli aiuti sono concessi a seguito di una procedura di gara competitiva, e introducono nuovi strumenti di aiuto, come i contratti per differenza carbonio, per sostenere gli Stati membri nel rispondere alla necessità di inverdimento dell’industria.

Tra i vari fronti d’intervento anche quello dei costi energetici, con l’introduzione di nuovi sgravi da prelievi per gli utenti a forte consumo elettrico, in particolare per le imprese impegnate nella riduzione della propria impronta di carbonio. L’obiettivo, tra gli altri, è quello di evitare le ‘delocalizzazioni energetiche’ verso Paesi meno ambiziosi dell’Ue sul fronte della tutela ambientale e della decarbonizzazione. Il restyling della disciplina europea apre poi agli aiuti di Stato destinati alla gestione efficiente delle risorse e alle strategie di supporto all’economia circolare delineate nel nuovo Piano d’azione Ue: da quelli per la riduzione, il riutilizzo e il riciclo di rifiuti e sottoprodotti agli investimenti per la raccolta differenziata e la selezione di rifiuti o altri materiali e sostanze da destinare a riutilizzo o riciclo. Per gli aiuti destinati alla produzione di “biocarburanti, bioliquidi e biogas (compreso il biometano) e combustibili da biomassa da rifiuto”, si chiarisce che gli investimenti saranno approvati solo “se rispettano i criteri di sostenibilità e di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra della direttiva (UE) 2018/2001”. Quanto agli investimenti pubblici per la “produzione di energia dai rifiuti”, la nuova disciplina apre alla possibilità di sostenerli “alle condizioni applicabili agli aiuti per la riduzione di emissioni di gas serra”, che per il recupero energetico, nello specifico, sono limitate “ai rifiuti che rientrano nella definizione di fonti energetiche rinnovabili”. Ovvero ai rifiuti da biomassa, la frazione biodegradabile dei rifiuti di origine urbana e industriale.

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