SISTRI allo sbando


Il Sistri è morto, lunga vita al Sistri. Cambia tutto, anzi, non cambia niente. L’eterno ritorno del sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti sembra destinato a ripetersi, con le aziende che – da quando è stato introdotto nel 2010 – hanno imparato a non poterlo mai dare per finito. Eppure il ministro Galletti aveva parlato chiaro: bando europeo a giugno e nuovo sistema da dicembre. Niente da fare, ma almeno dopo aver fatto tanto penare – e pagare – le imprese Black Box e chiavette sembrerebbero destinate ad andare nel cestino. O no? Alla vigilia del 30 giugno – termine ultimo per la pubblicazione del bando di gara che individuerà il nuovo concessionario del Sistri, tra le piccole e medie imprese del comparto sottoposte ad obbligo di iscrizione la confusione regna sovrana. Un Sistri tutto nuovo dunque? Al di là dei dubbi sembrerebbe di sì, ma non da subito. Si spera che quanto meno i contributi finora versati a vuoto dalle imprese a qualcosa di utile servano. Ma quand’è che prenderà forma la nuova tracciabilità? E come sarà? Mentre si attende di saperne di più sul bando, ci si interroga sulle basi. I difetti del Sistema che le imprese hanno imparato loro malgrado a conoscere fin troppo bene partono da un impianto normativo irrazionale, fatto di regolamenti cambiati più volte in pochi anni completamente scollati dall’impianto normativo del Testo Unico ambientale. Nello speciale di Giuseppe De Stefano e Monica D’Ambrosio le voci delle principali associazioni di categoria: dalle PMI della CNA alle software house di Confindustria passando per i trasportatori della FAI CONFTRASPORTO.

Nessun commento

Commenta

Realizzato da