Albo Gestori, il presidente Onori fa chiarezza sulle criticità


Il presidente dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali fa chiarezza sui nodi più caldi che coinvolgono l’Ente ministeriale. Su tutti la vicenda dei raccoglitori ambulanti di rottami ferrosi, a seguire il nodo della data validante per le iscrizioni necessaria alla compilazione dei formulari e infine i dubbi sulla figura del Responsabile Tecnico e sulle sue nuove qualifiche introdotte dalla riforma del 2014 ma ancora non efficaci.

«La disciplina va totalmente rivista – spiega il presidente riferendosi alla vicenda dei raccoglitori ambulanti messi fuori legge dall’ex collegato ambientale entrato in vigore a febbraio – stiamo valutando la possibilità di creare una sottocategoria alla quale gli ambulanti che raccolgono entro i limiti di una certa quantità, possano chiedere e ottenere l’iscrizione».

«C’è sempre stata una disquisizione su quali siano gli estremi dell’iscrizione da indicare sul formulario di identificazione dei rifiuti» ha spiegato Onori passando alla questione della delibera del 10 febbraio scorso e che entrerà in vigore sabato 2 aprile con la quale la procedura di iscrizione all’Albo si convertirà al digitale. Erano stati sollevati dubbi, tuttavia, soprattutto sugli estremi identificativi dei provvedimenti d’iscrizione che saranno emessi fino a sabato: la scrittura della delibera lasciava inevaso il dubbio sulla corretta identificazione: saranno corrette la data di protocollo (in calce al provvedimento) o la data di deliberazione della Sezione regionale? «Per il passato vale l’una cosa indicata come l’altra, non ci sono problemi – risponde Onori – anche perché non ci sarebbero problemi all’atto pratico: anche se il provvedimento d’iscrizione venisse indicato male (e cioè inserendo una data “sbagliata” nel formulario, ndr), questo resterebbe rintracciabile».

Infine la questione del responsabile tecnico, figura già obbligatoria ma riformata da fine 2014. «L’obiettivo è quello di far entrare in vigore la nuova disciplina entro il 2017, non ci sarà bisogno di partecipare a corsi di formazione obbligatori – spiega il presidente dell’Albo – ma stiamo valutando ed elaborando la formulazione dell’esame con tutto ciò che comporta, dalle commissioni ai quiz, passando dal nodo della copertura regionale o per macroaree delle commissioni stesse».

 

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