Ispra: cala la produzione di rifiuti in 116 città, Roma prima per raccolta della carta


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Cala la produzione di rifiuti urbani nelle città italiane capoluogo di provincia, sebbene rimangano generalmente superiori alla media nazionale i livelli di produzione pro capite. In ritardo rispetto al trend nazionale la raccolta differenziata delle frazioni organiche, mentre va meglio per carta e cartone, nonostante permangano forti difficoltà al Sud ed in particolar modo in Sicilia. Significativo il dato su Roma, che nonostante le ormai note criticità fa registrare performance importanti su più fronti, con una riduzione dei rifiuti pro capite nel triennio 2012-2014 di 67 kg (a fronte di un dato nazionale pari a 17 kg), un aumento della differenziata di 11 punti nello stesso periodo e di 21 kg per abitante rispetto al 2013 sul fronte della raccolta dei rifiuti organici. La Capitale è inoltre il capoluogo di provincia che raccoglie i maggiori quantitativi di carta, con oltre 238 mila tonnellate nel solo 2014. Sono alcuni dei dati che emergono dal capitolo dedicato alla gestione dei rifiuti contenuto nel rapporto “Qualità dell’ambiente urbano 2016″ compilato da Ispra, basato su dati aggiornati al 2014 e relativi ai 116 capoluoghi di provincia italiani. Le città oggetto dell’indagine rappresentano, nel 2014, il 30% della popolazione italiana e oltre il 33,7% della produzione totale di rifiuti urbani dell’intero territorio nazionale.

Nel triennio 2012-2014, si legge nel dossier, la produzione totale delle 116 città fa registrare una diminuzione di oltre 125 mila tonnellate (1,2% in meno), mentre tra il 2013 e il 2014 si riscontra una lieve diminuzione di sole 67 mila tonnellate (meno dell’1%), variazione opposta a quella rilevata, nello stesso arco di tempo, a livello nazionale (+83 mila tonnellate). Se il dato complessivo fa segnare un calo, resta invece stabilmente sopra la media nazionale il valore della produzione pro capite. Il valore medio si attesta, infatti, nel 2014, a 548 kg/abitante per anno, 60 kg/abitante per anno in più rispetto al valore nazionale (488 kg/abitante per anno). Questo perchè, spiega Ispra, «la produzione di rifiuti di diversi centri urbani e, in particolar modo, delle cosiddette città d’arte, è, inevitabilmente, influenzata dagli afflussi turistici; inoltre, nelle aree urbane tendono ad accentrarsi molte attività lavorative, in particolar modo quelle relative al settore terziario, che comportano la produzione di rilevanti quantità di rifiuti che vengono gestite nell’ambito urbano».

Rispetto al 2013, tra le quattro città con maggiore popolazione residente, Roma registra valori vicini ai 600 kg per abitante per anno, collocandosi a 599 kg/abitante per anno (con una diminuzione rispetto al 2013 di 14 kg/abitante per anno), mentre Napoli rileva un aumento del pro capite di 9 kg/abitante per anno, raggiungendo un valore di 511 kg/abitante per anno. Milano e Torino fanno registrare rispettivamente 498 kg/abitante per anno e 491 kg/abitante per anno (per Milano si tratta di un aumento di 7 kg/abitante per anno mentre per Torino di una diminuzione di 6 kg/abitante per anno). Significativo il dato sulla produzione pro capite a Roma e Milano nel triennio 2012-2014, che rispettivamente diminuiscono il loro pro capite di quasi 67 kg/abitante per anno Roma, e oltre 39 kg/abitante per anno Milano, ben al di sopra della diminuzione nazionale nello stesso triennio, pari a 17 kg/abitante per anno.

Ammontano a quasi 3,9 milioni di tonnellate i rifiuti raccolti in maniera differenziata nel 2014 nelle 116 città capoluogo, pari al 29% del totale della raccolta differenziata a livello nazionale. I maggiori livelli di raccolta differenziata si rilevano a Pordenone, che si attesta ad una percentuale superiore al 79%, seguita da Mantova e Verbania con una percentuale pari al 77%. Ventidue i capoluoghi con percentuali superiori al 60% – con Trento, Tortolì, Belluno e Treviso oltre il 70% – 38 quelli tra il 60 e il 40% e 33 tra il 40 e il 20%. Per 20 capoluoghi invece, tutti al Sud, i livelli restano inferiori al 20%, con Catania, Reggio Calabria, Palermo, Vibo Valentia, Caltanissetta, Messina, Enna, Catanzaro, Foggia e Siracusa ferme a percentuali addirittura inferiori al 10%, ed in fortissimo ritardo rispetto al target del 65% entro il 2012 fissato dalla normativa nazionale. Rispetto al triennio 2012-2014 il maggior incremento, in valore assoluto, della percentuale di raccolta differenziata si riscontra nel comune di Iglesias (con un aumento di 50 punti percentuali). Tra le città più popolose, incrementi notevoli si registrano anche per Milano (più 13 punti percentuali) e Roma (quasi più 11 punti percentuali). In controtendenza invece comuni come Palermo, Catania, Cagliari, Alessandria, Salerno, Reggio Calabria (meno 5 punti percentuali), Ancona e Aosta (meno 6 punti percentuali) e Avellino (addirittura meno 8 punti percentuali).

Per quanto riguarda le frazioni merceologiche, si registra un ritardo dei capoluoghi sul fronte della raccolta differenziata della frazione organica, che nelle 116 città rappresenta circa il 24,6% del totale raccolto a livello nazionale. Il pro capite medio è di 77 kg/abitante per anno, valore inferiore a quello nazionale (94 kg/abitante per anno). I livelli di raccolta risultano decisamente più bassi in quasi tutte le città: per ben 32 città si registra un pro capite di raccolta inferiore a 50 kg/abitante anno. Le città con popolazione residente superiore a 500 mila abitanti presentano pro capite medio inferiore rispetto alla media nazionale, anche se si registrano segnali di miglioramento: a Milano 89 kg/abitante per anno, (34 kg/abitante per anno in più rispetto al 2013), Roma 70 kg/abitante per anno (21 kg/abitante per anno in più), Torino 59 kg/abitante per anno (8 kg/abitante per anno in più), Napoli 36 kg/abitante per anno (4 kg/abitante per anno in più).

Più efficienti, appaiono i sistemi di raccolta della frazione cellulosica: il totale raccolto è pari a quasi 1,2 milioni di tonnellate, corrispondenti a oltre il 37% del totale raccolto su scala nazionale (oltre 3,1 milioni di tonnellate). Il pro capite medio della raccolta nelle 116 città supera i 64 kg/abitante per anno a fronte di un pro capite nazionale di quasi 52 kg/abitante per anno. I maggiori valori di pro capite si rilevano per Piacenza (quasi 144 kg/abitante per anno) e Prato (132 kg/abitante per anno). Molto bassi sono, invece, i valori riscontrati al Sud ed in particolare della Sicilia: Catania, ad esempio, si attesta a 28 kg/abitante per anno, Trapani a 27 kg/abitante per anno, Caltanissetta a 23 kg/abitante per anno, Ragusa raggiunge i 20 kg/abitante per anno, Messina sfiora i 14 kg/abitante per anno, Palermo e Enna presentano un valore di poco superiore ai 10 kg/abitante per anno e Siracusa arriva a quasi 7 kg/abitante per anno. Roma, il cui pro capite si colloca ad un valore di quasi 83 kg/abitante per anno, è la città che, in termini assoluti, raccoglie i maggiori quantitativi di carta con oltre 238 mila tonnellate (quasi il 22% del totale delle 85 città), seguita da Milano (83 mila tonnellate) e Torino (65 mila tonnellate).

Tra le altre frazioni si segnala il vetro il cui totale raccolto è pari a quasi 490 mila tonnellate. Il pro capite medio, di quasi 27 kg/abitante per anno, risulta di poco inferiore a quello registrato a livello nazionale (28 kg/abitante per anno). Tra le grandi città Milano ha un procapite di oltre 48 kg per abitante per anno, Roma e Torino si attestano sulle medie nazionali e Napoli raggiunge solamente i 14 kg per abitante per anno. Da segnalare anche il valore pro capite medio di raccolta dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche pari a quasi 3,3 kg/abitante per anno, di poco inferiore rispetto al target di raccolta di 4 kg per abitante per anno, fissato dal D.Lgs 151/2005 da conseguirsi entro il 31 dicembre 2015. Inoltre più di 9 mila tonnellate di rifiuti sono state allontanate dal circuito attraverso la raccolta selettiva, frazione nella quale si raccolgono notevoli flussi di rifiuti urbani pericolosi come le batterie, gli oli e le vernici.

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