Cibo, 7 italiani su 10 lo sprecano


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In Italia aumenta la percezione dello spreco alimentare, che si conferma essere per lo più domestico. A confermarlo sono gli ultimi dati 2019 dell’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market/Swg, secondo cui 7 italiani su 10 (68%) dichiarano di sprecare soprattutto cibo (il 60% nel 2014) e ben 6 su 10 si affidano alla sensibilizzazione scolastica per promuovere l’attenzione sul tema, mentre uno su 3 (33%) dichiara di non avere le idee chiare sulle buone pratiche per prevenire gli sprechi. L’aggiornamento dei dati 2019 è stato illustrato all’auditorium del ministero dell’Ambiente a Roma nel corso della conferenza stampa di presentazione della settima edizione del premio “Vivere a Spreco Zero 2019″ e del kit educativo di buone pratiche per le scuole scaricabile dal sito www.sprecozero.it.

Presenti, tra gli altri, il direttore generale per i rifiuti e l’inquinamento del Mattm, Mariano Grillo, il fondatore e presidente di Last Minute Market-Università di Bologna, Andrea Segrè, e il curatore del progetto “60 Sei Zero”, Luca Falasconi. Le cause dello spreco alimentare restano legate principalmente a cattiva conservazione e acquisto eccessivo. Gli sprechi, infatti, riguardano principalmente cibo scaduto (63%) o ammuffito (51%), acquistato o cucinato in quantità eccessive (rispettivamente 58% e 43%). In netto aumento, poi, lo spreco di acqua, al 52% rispetto al 37 del 2014, seguito dallo spreco di mobilità (anch’esso in aumento dall’8 al 25%), energia elettrica (24%), soldi (16%), tempo (14%) e gas (7%). Se la maggior parte degli intervistati crede che la chiave sia nell’educazione scolastica, 4 italiani su 10 guardano agli altri cittadini, il 36% agli enti pubblici, il 19% alle imprese, il 15% alle associazioni, che per il 31% degli italiani sono artefici della sensibilizzazione in atto ancor di più delle scuole (27%). Tra le azioni efficaci per ridurre o prevenire lo spreco alimentare domestico, per il 64% degli italiani è necessario stilare una lista della spesa prima di entrare al supermercato, ma anche congelare i cibi che non si mangeranno a breve (63%), fare attenzione alla quantità quando si cucina (51%), utilizzare avanzi e scarti per nuove ricette (49%), verificare se i cibi sono davvero andati a male prima di buttarli (49%), ordinarli meglio nel frigo con attenzione alle scadenze (43%).

“Lo spreco domestico continua a farla da padrone, i quattro quinti di ciò che si getta via nella filiera sta a casa nostra, per un’incidenza sulla spesa di oltre 3 euro a settimana per ognuno di noi, ma i dati confermano che gli italiani sono sempre più sensibili allo spreco alimentare – ha commentato Segrè – Il dato aumenta, è più alto, ma non è negativo perchè vuol dire che noi stiamo percependo questo fenomeno come reale. 7 italiani su 10 dicono che ancora lo spreco alimentare è al primo posto mentre 6 su 10 trovano già la soluzione: fare prevenzione attraverso l’educazione alimentare e ambientale nelle scuole. Quindi direi che dal 2010, quando abbiamo lanciato questa campagna, qualche risultato lo abbiamo ottenuto”.

Ma quanto pesa lo spreco alimentare in Italia? Secondo i dati raccolti con i “Diari di famiglia” del progetto “Reduce” del ministero dell’Ambiente con l’università di Bologna, lo spreco di cibo pro capite in Italia ogni settimana è di 700,7 grammi, per un valore complessivo annuo di 12 miliardi di euro ai quali vanno aggiunti oltre 3 miliardi per lo spreco di filiera-distribuzione. Cifra totale ben 15 miliardi, cioè lo 0,88% del Pil. Uno spreco che si annida anche nelle mense degli istituti scolastici dove ‘Reduce’ ha calcolato un avanzo medio di 90 grammi nel piatto di ogni studente, a cui si aggiungono 27 grammi di cibo intatto che il piatto non lo hanno mai raggiunto.

“Da questi 120 grammi nasce il progetto ’60 Sei Zero’ con cui vogliamo ottenere un dimezzamento dello spreco di cibo nelle scuole – ha spiegato in conferenza stampa il coordinatore del progetto Falasconi – Una delle novità di quest’anno è il kit educativo che si può scaricare gratuitamente dal nostro sito sia nella versione per classi dalla prima alla terza elementare, che nella versione dedicata a quarte e quinte”. Si tratta di “tavole di base per un percorso teorico da fare con i bambini- ha chiarito Falasconi- accompagnate da attività ludiche e dal ‘Diario del giovane investigatore’, che i bimbi possono portarsi a casa”, con l’obiettivo di “coinvolgere le famiglie in attività e giochi”, quindi di “sensibilizzarle”.

“Il discorso dello spreco ambientale va approcciato dal punto di vista di una maggiore educazione- ha detto Grillo- In Europa gli atti delegati avranno il compito di dare più concretezza agli obiettivi individuati nelle direttive comunitarie”, in particolare l’obbligo per gli Stati membri di attuare politiche per la riduzione dello spreco e di misurare puntualmente la quantità di rifiuto alimentare prodotto, compito affidato in Italia ad Ispra- fanno sapere dal ministero. Da domani e fino al 10 ottobre sono, quindi, aperte le candidature al Premio nazionale Vivere a Spreco Zero, a cui potranno partecipare imprese, scuole, amministrazioni pubbliche, associazioni e singoli cittadini, portatori di buone pratiche per la lotta allo spreco alimentare. Testimonial d’eccezione della settima edizione sara’ l’attore Neri Marcorè, che interverrà alla consegna dei premi il 26 novembre 2019. Tre le categorie nuove del premio: “No Plastic Food and Drink”, aperta a enti pubblici e aziende che negli ultimi tre anni hanno promosso o sostenuto misure, azioni o progetti per ridurre o eliminare l’uso delle plastiche; ‘Produzione Ortofrutticola’, rivolta ad aziende del settore che si sono innovate proprio in direzione della riduzione e della prevenzione dello spreco alimentare; e ‘InnovAction’, accessibile ad enti pubblici, cittadini, imprese, scuole e associazioni che si sono distinti per un progetto di prevenzione caratterizzato da innovazione tecnologica e/o digitale. L’iniziativa e’ promossa dalla campagna Spreco Zero di Last Minute Market con il ministero dell’Ambiente nell’ambito del progetto ’60 Sei Zero’.

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