Redazione Ricicla.tv
18/12/2023

Imballaggi, in Consiglio vince la linea di Bruxelles su riduzione e riuso

Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre 2023 alle 14:12

La posizione negoziale degli Stati membri sul regolamento imballaggi, adottata oggi dal Consiglio, sposa la linea della Commissione: sì ai target di riuso per cibi e bevande (con possibilità per gli operatori economici di condividere gli obiettivi) e stop alla commercializzazione di packaging monouso, con qualche deroga per gli Stati membri. L’Italia vota contro, ma la proposta passa a larga maggioranza


Sì all’introduzione di target di riuso degli imballaggi per cibo da asporto e bevande, con la possibilità di formare ‘pools’ per la condivisione degli obiettivi. Via libera anche ai nuovi target di riduzione dei rifiuti da packaging e alla messa al bando di determinati formati di imballaggio usa e getta. Dopo la pioggia di deroghe ‘salva monouso’ votate nelle scorse settimane dal Parlamento europeo – anche grazie all’azione catalizzatrice degli eurodeputati italiani – in Consiglio ambiente vince invece la linea dura di Bruxelles su riduzione e riuso. Nel pomeriggio di oggi gli Stati membri hanno adottato l’orientamento generale sulla proposta di regolamento imballaggi, ovvero la posizione negoziale per i triloghi con Parlamento e Commissione, e l’accordo – raggiunto ad ampia maggioranza con il voto contrario del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin – conferma in sostanza, seppur con qualche modifica, la proposta della Commissione. Proposta rispetto alla quale l’Italia continua a manifestare ferma contrarietà. “Ci auguriamo che nel corso dei triloghi possa prevalere la posizione del Parlamento”, ha detto Pichetto annunciando il proprio voto contrario.

L’approccio generale del Consiglio conferma gli obiettivi di riduzione dei rifiuti di imballaggio proposti da Bruxelles – 5% entro il 2030, 10% entro il 2035 e 15% entro il 2040 – e ripropone la messa al bando, da gennaio 2030, di una lunga lista di imballaggi monouso, tra cui imballaggi in plastica per frutta e verdura, per alimenti e bevande, condimenti e salse nel settore HORECA e i kit di cortesia negli alberghi. Un elenco in buona misura sovrapponibile a quello proposto da Bruxelles nel discusso ‘allegato V’, e che il Parlamento invece chiede di cancellare quasi completamente. A differenza della proposta della Comissione, tuttavia, il Consiglio chiede di riconoscere agli Stati membri la possibilità di introdurre esenzioni alla messa al bando, ma solo in circostanze ben definite.

Sempre in linea con quanto proposto dalla Commissione, la nota diramata al termine della riunione di questa mattina chiarisce che il Consiglio supporterà l’introduzione di target vincolanti di riuso e riempimento, con orizzonte al 2030 e 2040, per gli imballaggi per cibi da asporto e bevande, vini esclusi. Deroga, quest’ultima, che è stata chiesta anche dal Parlamento, che tuttavia propone di mantenere i target di riuso per le sole bevande. Sempre sul fronte bevande una delle principali novità dell’accordo raggiunto in Consiglio prevede (su proposta della Germania) la possibilità per i soggetti economici obbligati al raggiungimento del target, quindi imbottigliatori e distributori, di formare ‘pools’, ovvero di raggiungere gli obiettivi di riuso in maniera condivisa. Non è ancora chiaro, tuttavia, con quale forma giuridica. Una misura che secondo il ministro Pichetto “crea discriminazione tra le grandi catene e i piccoli esercizi – ha detto in occasione del voto finale in Consiglio – e lede il principio della libera concorrenza“. Sì anche a nuovi obiettivi di riutilizzo per gli imballaggi per la commercializzazione di grandi elettrodomestici e per il trasporto di merci, con una deroga per il packaging in cartone.

In tema di rifiuti da imballaggio il Consiglio appoggia la proposta della Commissione europea di vincolare gli Stati membri a garantire la raccolta differenziata del 90% delle lattine in alluminio e bottiglie di plastica a partire dal 1 gennaio 2029 attraverso l’istituzione di sistemi di deposito cauzionale (DRS). Gli Stati membri propongono tuttavia di escludere dall’obbligo i paesi che nel 2026 abbiano raggiunto un tasso di raccolta differenziata superiore al 78%. In linea con la proposta della Commissione, anche il Consiglio chiede che a partire dal 2030 la riciclabilità sia requisito indispensabile per l’immissione del packaging sul mercato dell’Ue, ma chiarendo che gli imballaggi andranno considerati ‘riciclabili’ se sarà possibile raccoglierli, selezionarli e, a partire dal 2035, riciclarli su scala industriale. Per i soli imballaggi in plastica, inoltre, si chiede di confermare i nuovi obiettivi di contenuto minimo di materia riciclata del 35% al 2030 e del 65% al 2040.

Ora è tutto pronto per l’avvio del negoziato tra Commissione, Consiglio e Parlamento, che però si annuncia tutt’altro che semplice. L’obiettivo, fanno sapere da Bruxelles, è portare a casa un’intesa entro il 5 marzo, prima della sospensione delle attività del Parlamento in vista delle elezioni europee della primavera 2024. Ma non sarà facile, vista la profonda distanza tra la posizione negoziale degli eurodeputati, da un lato, e quella di Commissione e Stati membri dall’altro. “Ringrazio il lavoro della presidenza spagnola del Consiglio – ha dichiarato il commissario Ue all’ambiente Virginius Sinkevicius – sono sicuro che, insieme alla futura presidenza belga, riusciremo a concludere il dossier entro la fine del mandato parlamentare”.

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